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Giuseppe Di Bisceglie

Mentre il fidanzato è a processo per maltrattamenti fisici e psichici inflitti alla ragazza prima della morte, il gip ha disposto nuove indagini per accertare se la morte della 26enne (nel gennaio 2024) sia dovuta a un gesto volontario

Il giallo sulla morte di Roberta Bertacchi è tutt’altro che chiuso. A due anni dal ritrovamento del corpo della 26enne, trovata impiccata sul balcone della sua abitazione di Casarano il 6 gennaio 2024, il gip del Tribunale di Lecce Francesco Valente ha disposto nuovi approfondimenti investigativi, accogliendo l’opposizione della famiglia alla richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Petrolo.

Una decisione che riapre il caso e che rimette al centro gli interrogativi mai sopiti attorno alla morte della giovane salentina, anche se è ormai iniziato il processo al fidanzato Davide Falcone per maltrattamenti precedenti alla morte. I familiari di Roberta, assistiti dagli avvocati Luciano De Francesco e Silvia Romano, non hanno infatti mai creduto all’ipotesi del suicidio.Nel provvedimento, il gip sottolinea la necessità di «un più approfondito vaglio istruttorio relativamente alla dinamica che ha condotto alla morte della Bertacchi», evidenziando come la vicenda si inserisca «nel contesto di una relazione con l’indagato (il fidanzato Davide Falcone, ndr) rivelatasi fortemente conflittuale, caratterizzata da atteggiamenti aggressivi e protrattasi fino a pochi minuti prima del decesso».