Liborio Cataliotti smonta le consulenze della Procura: dal piede troppo grande per la suola dell'assassino all'impronta 33 «irrilevante e attribuita con immagini sbagliate». E su Marco Poggi: «Definito teste ostile solo perché la sua versione non coincide con quella della Procura»

«Ci sarà tempo e modo davanti al Gup, se ci si arriva. Crediamo che le nostre consulenze siano schiaccianti rispetto alla necessità di una sua spiegazione, soprattutto quella relativa alle scarpe, ma non solo quella a onor del vero. Quindi cosa dovrebbe mai spiegare una persona che non c’entra nulla con l’omicidio? Non ha mai visto i video, non era sulla scena del fatto, ha sentito le contestazioni che gli sono state rivolte. Bene, prende atto, punto e a capo». Esordisce così, l’avvocato Liborio Cataliotti, che a Open spiega la scelta di non sottoporre il proprio assistito a un colloquio con gli inquirenti. Insieme alla collega Angela Taccia, il legale assiste il 38enne Andrea Sempio, nei cui confronti la Procura di Pavia ha recentemente chiuso le indagini per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. La strategia della difesa è cristallina: nessun interrogatorio davanti ai pubblici ministeri Stefano Civardi, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, bensì una trincerazione totale dietro la solidità dei dati scientifici e delle consulenze tecniche depositate in queste ore.