Che si trovi al punto più vicino alla Terra, mentre appare come una gigantesca palla luminosa nel cielo, oppure come una sfera lontana, la Luna piena ha sempre lo stesso fascino. E con un buon binocolo e con un piccolo telescopio è già possibile ammirarne i dettagli: non proprio come quelli visti dagli astronauti della navicella Orion lo scorso 6 aprile, ma comunque con una buona risoluzione.

E quella che sarà possibile osservare il prossimo 31 maggio sarà una luna piena particolare, definita “mini luna blu”, poiché sarà alla massima distanza dalla Terra. La Luna infatti varia la sua distanza dal nostro pianeta, che è in media è di 384mila chilometri, a volte avvicinandosi fino a 360mila e allontanandosi, come in questo caso, arrivando a 405.500. E poi, questa luna “mini” è anche definita blu.

Blu? No, sempre grigia

Quella del 31 maggio è la seconda “luna blu” (piena) del mese, dopo quella del giorno 1. Un evento che si verifica in media ogni tre anni. Ma il nostro satellite naturale non cambia colore. Il nome viene dalla pittoresca definizione inglese once in a blue moon, cioè un qualcosa che si verifica di rado: l’equivalente del nostro “ogni morte di papa”. E così è nato l’uso astronomico del termine per indicare la luna piena “in più” che a volte si inserisce in un mese di calendario.