Svolta sull’omicidio di Francesco Diviesti, il parrucchiere 26enne di Barletta scomparso il 25 aprile 2025 e il cui cadavere fu ritrovato semicarbonizzato, nelle campagne tra Canosa e Minervino Murge, quattro giorni dopo. Al termine di un’indagine per omicidio, aggravato dal metodo mafioso, la Direzione distrettuale antimafia di Bari (tramite i pm Daniela Chimienti ed Ettore Cardinali) ha chiesto e ottenuto dal gip 15 misure cautelari.
L’inchiesta è stata condotta in collaborazione con la Procura speciale anticorruzione e criminalità organizzata di Tirana (Spak) e ha riguardato, insieme all’omicidio Viesti, un gruppo strutturato organizzato - con sede a Tirana – dedito al riciclaggio internazionale di denaro contante dall’Italia all’Albania.
Le indagini sono state condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari e dalla Squadra Mobile della Questura di Andria. Per l’omicidio in carcere sono finiti Igli Kamberi, 40enne albanese residente a Barletta, Francesco Sassi, 55 anni, di Minervino Murge, Antonio Lanotte, 25 anni, di Barletta; Saverio e Nicola Dibenedetto, padre e figlio, 58 e 21 anni, di Barletta.
Ci sono anche alcuni video ripresi da diverse telecamere tra le prove portate dalla Dda di Bari a sostegno delle richieste di arresto. Le immagini riguardano momenti precedenti e successivi al delitto. E poi quelli successivi al ritrovamento del corpo, che è stato identificato grazie all’esame del dna, comparato con quello dei suoi familiari. Alcuni particolari, come un tatuaggio e la presenza di un braccialetto, avevano fatto sospettare fin dall’inizio che la vittima fosse proprio Diviesti.










