Nella giornata di ieri lo staff tecnico guidato da Oscar Hiljemark ha imposto il "rompete le righe" allo spogliatoio capitanato da Antonio Caracciolo: alle ferie dei calciatori, che torneranno alla spicciolata al quartier generale tra la fine di giugno e l’inizio di luglio per il raduno precedente alla partenza per il ritiro di Morgex (secondo anno consecutivo in Val d’Aosta), farà da contraltare il conto alla rovescia per l’esonero del tecnico svedese. Al netto delle dichiarazioni di facciata rilasciate ai microfoni di Dazn al termine del match con la Lazio, il futuro del mister svedese è lontano dalla Torre pendente. Il diesse Leonardo Gabbanini ha già preso la decisione definitiva: Hiljemark non sarà il tecnico al quale verrà affidato il compito di ricostruire e rivitalizzare il progetto sportivo e il parco calciatori, letteralmente depauperato negli ultimi due mesi di torneo. Che la situazione tra l’ex centrocampista e l’ambiente nerazzurro non fosse idilliaca lo avevamo intuito già a fIne marzo, quando il roboante 5 a 0 incassato a Como aprì la profonda crisi che ha portato al record negativo delle nove sconfitte consecutive.

Gli strascichi del naufragio sul lago Lario furono talmente pesanti da far assumere a Davide Vaira una posizione netta: l’allora direttore sportivo propose ad Alexander Knaster l’esonero immediato del tecnico, capace di raggranellare appena 1 vittoria, 1 pareggio e 5 sconfitte dal suo approdo a Pisa fino a quel momento. Il resto è storia già raccontata: la proposta del dirigente aprì una frattura insanabile con il proprietario del club, che si risolse proprio con l’avvicendamento nel ruolo di direttore sportivo poche settimane dopo. Ma nonostante questa svolta, la china presa da Hiljemark è divenuta sempre più ripida, al punto da risultare impossibile da ribaltare: tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima Alexander Knaster tornerà in Italia e, tra gli impegni segnati in agenda, ci sono anche i colloqui da svolgere con il Cda e la dirigenza nerazzurra. Uno degli argomenti sul tavolo è l’ufficializzazione dell’esonero dell’allenatore svedese: nonostante fosse stata una scelta presa con la convinzione di dare una risposta positiva ai dubbi generati dalla gestione Gilardino, il 32enne ha fallito in quasi tutte le occasioni avute. E così entro la fine di maggio si chiuderà la sua prima avventura da allenatore in Italia.