Il direttore Nubile: "Due anziane sognavano di recitare, ma si vergognavano. Abbiamo creato il corso over 60..."Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciI piedi nel borgo. La testa nel mondo. "Me lo diceva un mio professore in Bocconi, intelligenza rara, ci consigliava di aggirarci con un libro di poesie sotto il braccio. Mi è sempre piaciuto come concetto. E continuo a sentire molto forte la necessità di proteggere le nostre radici, i piedi piantati nel quartiere. Senza però dimenticare che la realtà è complessa ed è legittima l’ambizione di parlare ad un orizzonte più ampio". Così Donato Nubile, direttore artistico di Campo Teatrale. Ovvero: il palcoscenico di via Casoretto. Da oltre quindici anni un punto di riferimento culturale (e sociale) per la comunità, il territorio. Una piccola/grande realtà dove la scuola di recitazione, gli eventi, i percorsi formativi si affiancano alla stagione ufficiale e all’attività produttiva. Che poi è un po’ la sintesi di quello spirito "glocal" di cui parlava il prof. di economia. Soprattutto però Campo Teatrale è un luogo vivo. Dove ci si sente a casa. Proprio come al Casoretto. "Quando siamo arrivati la decoreria qui a fianco ci ha subito accolto con grande affetto – ricorda Nubile –, sottolineando come ci fosse un bel passaggio lungo la via e quindi se avessimo messo un’insegna, qualcuno sarebbe entrato anche da noi... Questo ti dà l’idea di come la nostra attività sia stata anche un farsi scoprire piano piano, costruendo un rapporto di fiducia. Inizialmente eravamo parte della festa di quartiere insieme ai commercianti, poi purtroppo non si è più fatta. Proprio in questi giorni però stiamo ragionando per tornare a organizzarla".