Vincenzo De Luca è tornato a Salerno per un quinto mandato da sindaco. In realtà non se ne era mai andato, dal 2015 – anno in cui divenne o’ Governatore della Campania – ha continuato ad amministrarla per interposte persone, mantenendo un ufficio qui nella sede distaccata della Protezione Civile col quale vegliare da vicino su gioie e dolori della città. Il sindaco uscente Vincenzo Napoli si era persino dimesso in anticipo per facilitarne il reinsediamento.
L’esponente del Pd vince senza il simbolo del Pd. Vince al primo turno, forte di sette liste (Progressisti per Salerno, Dc Democrazia Cristiana-Insieme per Salerno, Avanti-Psi, Salerno per i giovani, Cristiani democratici, A testa alta, Davvero ecologia&diritti), e senza i simboli dei partiti che contano sullo scenario nazionale. Il Pd salernitano in realtà lo ha appoggiato, mentre il resto del campo largo convergeva sull’avvocato Franco Massimo Lanocita.
A negare il simbolo alla koalition deluchiana è stato il segretario campano dem, Piero De Luca. Il figlio. Dal Nazareno hanno fatto spallucce, non era la prima volta e non sarà l’ultima, il nodo gordiano non poteva essere sciolto, ma solo tagliato. De Luca già nel 2011 aveva vinto coi candidati democratici mischiati nelle liste civiche.













