Bartelloni e MasoniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPisa, 25 maggio 2026 – Toccherà a Francesco Guccini l’onore di chiudere la stagione inverno-primaverile di “Spiriti solitari – cantautori ascoltati, visti e raccontati”, la rassegna che Fabrizio Bartelloni e Marco Masoni hanno inaugurato nel 2019 e che quest’anno hanno rinnovato, dedicando i loro incontri ad album storici del cantautorato italiano. Non si è trattato, tuttavia, di una scelta casuale; i due hanno infatti deciso di riservare i loro approfondimenti a dischi che nel corso del 2026 festeggiano compleanni importanti. E così, dopo i 45 anni del “La vode del Padrone” di Battiato, i 30 di “Anime salve” di De André e i 40 di “Don Giovanni” di Battisti, ecco il tributo per i 50 anni di “Via Paolo Fabbri, 43”, opera centrale nella carriera del ‘Maestrone’ emiliano, uscita proprio nel 1976.
“Proprio un disco di un’altra epoca – raccontano divertiti Bartelloni e Masoni – pensiamo a cosa accadrebbe oggi se un cantante all’apice della notorietà scegliesse come titolo di un album il suo vero indirizzo di casa. È una delle tante meraviglie di quegli incredibili anni Settanta, che, fra crisi economiche, tensione sociale durissima, attentati e scenari quotidiani oggi impensabili, hanno tuttavia anche visto crescere e fiorire ‘la meglio gioventù’ dei nostri cantautori, di pari passo con una attenzione verso la cultura poi smarrita nel vento, come la risposta di Dylan”.









