Il programma di esplorazione spaziale della Cina è tornato a farsi notare con il lancio della missione Shenzhou-23. Oltre a rafforzare le attività della stazione spaziale Tiangong, la nuova spedizione con equipaggio servirà anche a studiare gli effetti delle missioni di lunga durata sul corpo umano. La navicella è partita domenica 24 maggio dal Centro di lancio satellitare di Jiuquan, nel deserto del Gobi, trasportata da un razzo Lunga Marcia 2F. Poco dopo, è riuscita ad agganciarsi con successo a Tiangong.La nuova missione spaziale della CinaL’equipaggio è composto dagli astronauti Zhu Yangzhu, Zhang Zhiyuan e Li Jiaying, conosciuta in cantonese come Lai Ka-ying. Li è diventata così la prima persona di Hong Kong a partecipare a una missione spaziale cinese. Il comandante Zhu, 39 anni, aveva già viaggiato nello spazio con la missione Shenzhou-16, mentre per Zhang e Li si tratta del primo volo orbitale. Prima di entrare nel programma spaziale, Zhang, anche lui 39enne, era un pilota dell’aeronautica militare cinese, mentre Li, 43 anni, lavorava per la polizia di Hong Kong.La missione ha una rilevanza particolare perché uno dei membri dell’equipaggio – che non è ancora stato scelto – resterà in orbita per un intero anno, stabilendo un nuovo record per un astronauta cinese (finora, le missioni con astronauti della Cina erano durate circa sei mesi). L’obiettivo della spedizione è raccogliere dati su come reagisce l’organismo umano all’esposizione prolungata alla microgravità, alle radiazioni spaziali e all’isolamento. Si tratta di fattori fondamentali per le spedizioni che in futuro si spingeranno più lontano nel cosmo, come quelle verso la Luna, che Pechino punta a realizzare entro il 2030.Un anno nel Palazzo CelesteDurante la permanenza prolungata, la China Manned Space Agency (Cmsa) avvierà il suo primo ampio programma di ricerca biomedica in orbita. Gli scienziati vogliono creare una sorta di “atlante” del corpo umano nello spazio, per capire come cambiano diversi sistemi biologici durante una missione di lunga durata. L’agenzia metterà alla prova anche nuovi sistemi medici e dispositivi di protezione per gli astronauti, tecnologie essenziali per i viaggi interplanetari.La stazione spaziale Tiangong, il cui nome significa “Palazzo Celeste”, è ormai al centro della strategia spaziale cinese. Da quando è diventato pienamente operativo nel 2022, il complesso ha accolto equipaggi con continuità e ha permesso a Pechino di mantenere una presenza umana permanente in orbita terrestre bassa. Shenzhou-23 è la settima missione con equipaggio lanciata nella fase operativa della stazione e il quarantesimo volo con equipaggio del programma spaziale cinese.Oltre alle ricerche mediche, i membri della missione condurranno più di cento esperimenti scientifici, legati a settori come la biologia spaziale, la scienza dei materiali, la fisica dei fluidi in microgravità e le tecnologie energetiche di nuova generazione. Ma saranno studiati anche componenti a base di terre rare, leghe leggere e batterie sperimentali, che potrebbero essere impiegate per le future generazioni di navicelle o stazioni spaziali.La nuova corsa allo spazioLa missione si inserisce in un contesto di crescente competizione internazionale per la superiorità nello spazio. Mentre gli Stati Uniti guardano alla Luna con il programma Artemis, la Cina procede in parallelo con il suo piano per portare esseri umani sulla superficie lunare entro la fine del decennio. Per riuscirci, Pechino sta sviluppando nuovi veicoli, tra cui il razzo Lunga Marcia 10 e una navicella con equipaggio di nuova generazione.Il programma spaziale cinese punta anche ad allargare la propria dimensione internazionale. Secondo alcune ricostruzioni, le future missioni potrebbero includere per la prima volta astronauti stranieri, anche dal Pakistan, uno dei partner spaziali più vicini della Cina.Questo articolo è apparso originariamente su Wired en Español.
È partita Shenzhou-23, la missione spaziale della Cina che punta a un nuovo record
La spedizione stabilirà il record di permanenza in orbita per un astronauta cinese, indagando gli effetti della permanenza prolungata nello spazio sul corpo umano










