Negli ultimi giorni si � acceso un acceso dibattito attorno al sistema anti-cheat utilizzato da Riot Games per il celebre sparatutto competitivo Valorant. Tutto � nato dopo alcune dichiarazioni pubblicate sui social che sembravano suggerire la possibilit� di rendere inutilizzabili i PC dei giocatori sorpresi a utilizzare strumenti illegali. La risposta iniziale della compagnia, accompagnata da una battuta ironica rivolta ai cheater e al loro presunto "fermacarte da 6.000 dollari", aveva infatti fatto pensare a una sorta di blocco totale del computer.
La questione ha rapidamente sollevato dubbi e polemiche, soprattutto riguardo alla legittimit� di un software capace teoricamente di compromettere il funzionamento completo di un sistema operativo. Proprio per chiarire la situazione, Riot Games ha successivamente pubblicato un lungo messaggio esplicativo, precisando il reale funzionamento di Vanguard e smentendo l'idea che il programma possa danneggiare l'hardware o rendere inutilizzabile un intero PC.
Secondo quanto spiegato dall'azienda, il sistema non interviene sui normali computer o sui loro componenti standard, ma agisce esclusivamente contro specifici dispositivi hardware creati appositamente per barare in Valorant. Si tratta di strumenti DMA, utilizzati per accedere alla memoria del sistema in modo illecito e ottenere vantaggi nel gioco.













