Sfide scientifiche
La fusione nucleare promette energia quasi illimitata, emissioni minime e combustibile abbondante da oltre settant’anni.
Eppure la battuta ricorre puntuale: “è sempre a dieci anni di distanza” a portata di mano ma, allo stesso tempo, irraggiungibile. Il problema non nasce da una mancanza di progresso scientifico: negli ultimi vent’anni la ricerca ha prodotto reazioni più stabili, magneti superconduttori più potenti e i primi esperimenti con guadagno energetico positivo. La difficoltà reale è un’altra, e riguarda la trasformazione di questi successi di laboratorio in centrali elettriche economicamente sostenibili. Una distanza che la fisica da sola non può colmare.
Cosa significa davvero “guadagno energetico positivo”
Molti annunci sulla fusione generano confusione perché usano definizioni differenti di energia positiva. Nel dicembre 2022 il Lawrence Livermore National Laboratory ha ottenuto per la prima volta un guadagno energetico netto nella fusione a confinamento inerziale: i laser hanno fornito circa 2,05 megajoule al bersaglio, mentre la reazione ne ha prodotti circa 3,15. Una pietra miliare scientifica reale, ma il sistema complessivo consumava enormemente di più per alimentare laser e infrastruttura.










