L’attacco ed il rapimento di 42 studenti nella Government Day Junior Secondary School della cittadina di Mussa, nello stato di Borno, è soltanto l’ultimo episodio di una situazione fuori controllo in tutto il nord della Nigeria. Questo ennesimo rapimento fotografa una terra senza legge dove l’esercito e la polizia nigeriano appaiono impotenti contro i gruppi terroristi che imperversano nella regione. L’attacco alla scuola è stato rivendicato dai miliziani dell’Iswap, la Provincia dello Stato Islamico in Africa Occidentale, che negli ultimi anni è diventato il più potente network terrorista della Nigeria.

I bambini rapiti solitamente vengono arruolati nelle katibe (battaglioni islamici), dopo una conversione forzata, mentre le bambine vengono fatte sposare ai guerriglieri, oppure viene chiesto un riscatto che finanzia la guerra.

Lo stato di Borno occupa la porzione nord-orientale dello stato africano con una superficie tre volte quella della Sicilia e confina con Camerun, Ciad e Niger. Le scuole sono un obiettivo primario per i terroristi, così come le chiese e i luoghi di culto della minoranza cristiana che vive nel nord. Nel vicino Adamawa, ad aprile, una chiesa è stata data alle fiamme e 29 persone sono state uccise nel villaggio di Guyaku, nel distretto di Gombi. Un gruppo di miliziani dell’Iswap ha aperto il fuoco su decine di persone riunite in un campo da calcio, per poi dare fuoco a case, luoghi di culto e motociclette.