Per contestare le idee conservatrici di J.K. Rowling, molti sul web invitano a boicottare la nuova serie che uscirà a Nataledi Jessica Chitilunedì 25 maggio 20263' di letturaAssolutamente rivelatore è il modo in cui il pubblico sta reagendo al primo trailer della nuova serie dedicata a Harry Potter, prevista per Natale 2026. L’attesa per un ritorno – l’ennesimo – a Hog warts, e la riemersione di una frattura che da anni attraversa il fandom: quella tra l’amore per una storia che ha segnato un’intera generazione e che tutt’oggi rimane un fenomeno mondiale; e il rifiuto sempre più esplicito della sua autrice, J.K. Rowling, per la sua posizione riguardo l’identità di genere e i diritti delle donne, concentrandosi sulla distinzione tra sesso biologico e identità di genere; le quali sostiene anche economicamente. Questo, da molti anni, ha sollevato dibattiti, con critiche che la accusano di transfobia, mentre lei sostiene di voler difendere gli spazi riservati alle donne biologiche. Da una parte ci sono i nostalgici, gli spettatori cresciuti con i libri e i film, per cui la musica, le atmosfere, persino le inquadrature del trailer bastano a riattivare un immaginario emotivo potentissimo. Per loro Harry Potter è un luogo mentale prima ancora che un prodotto culturale: un archivio di crescita, amicizie, paure e formazione. Dall’altro lato, una parte consistente del pubblico che rifiuta questa immersione.
L'anatema Lgbt sul maghetto Harry Potter | Libero Quotidiano.it
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