Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e Canada hanno bloccato la proposta di Mark Rutte di destinare lo 0,25% del Pil in aiuti militari all’Ucraina. Lo riporta il Telegraph. A metà maggio era emerso che il segretario generale della Nato aveva chiesto ufficialmente agli alleati di impegnare quella percentuale del loro prodotto interno lordo nel tentativo di allentare le crescenti tensioni all’interno dell’alleanza in merito al sostegno militare a Kiev, che aveva avanzato la richiesta a ottobre per bocca del ministro della Difesa Denys Shmyhal. La proposta aveva subito incontrato una forte resistenza da parte di alcuni importanti membri dell’Alleanza. Ora il quotidiano britannico riferisce che tra quei paesi c’è anche l’Italia.

“Non credo che questo piano verrà proposto”, ha ammesso Rutte nei giorni scorsi, senza fare i nomi degli oppositori. Il segretario sperava di ratificare la proposta al prossimo vertice annuale della Nato ad Ankara, in Turchia, in programma il 7 e l’8 luglio. I ministri hanno iniziato questa settimana le discussioni su quello che per Rutte dovrebbe essere un segno tangibile di sostegno alla nazione dilaniata dall’invasione russa. Una fonte interna all’alleanza ha dichiarato che almeno sette Stati membri, che spendono tutti più dello 0,25% del Pil in aiuti militari all’Ucraina, avevano espresso il loro appoggio. Tuttavia, qualsiasi proposta adottata dalla Nato richiede il sostegno unanime di tutti i governi. “Non sono molto entusiasti dell’idea”, ha detto la fonte, indicando Londra, Parigi, Madrid, Roma e Ottawa come contrari.