Sul podio di Montreal c’erano 11 titoli di campione del mondo. Sette per Lewis Hamilton e quattro per Max Verstappen. Ma al di sopra di queste bacheche di lusso c’era un ragazzo che, al momento, di titoli ancora deve conquistarne. Eppure, la sensazione è che siamo di fronte all’inizio di una storia che potrebbe non essere troppo dissimile da quelle dei suoi compagni di podio in Canada. Impossibile non caricarlo di grandi aspettative. Questo ragazzo è di diritto il favorito numero uno per il mondiale piloti. Antonelli saluta tutti e se ne va. A Montreal come in classifica generale. Quattro vittorie consecutive sono un timbro non contestabile. Anche con qualche errore, anche con qualche sbavatura e tutto quel carico di giovinezza che si porta dietro un ragazzo che a fine agosto compirà vent’anni.Kimi in Canada ha dimostrato di averne molto più del suo compagno di squadra, George Russell. Ne aveva di più sabato nella sprint e anche in gara ha sempre dato l’impressione di essere nettamente superiore all’inglese. Che può, e ci mancherebbe, rammaricarsi per uno “zero” causato da un problema elettronico. I due, va ricordato, se le sono suonate di santa ragione per quasi 30 giri. Dimostrando che le insopportabili regole papaya degli scorsi anni con la McLaren sono qualcosa di tremendamente lontano. Chiaramente Toto Wolff ha perso qualche anno di vita nei ripetuti corpo a corpo tra i suoi due galletti. E ne perderà ancora in futuro perché Russell non mollerà la presa tanto facilmente, si farà sentire in pista e probabilmente anche fuori. Provando, magari, a far valere il suo passaporto inglese in un mondo che è e rimane a forte “trazione” UK. Ma questo Kimi, al momento, non si batte. Lui, come la Mercedes. Arrivata a Montreal con il primo pacchetto di aggiornamenti e letteralmente imprendibile.Bene, molto bene la Ferrari. Principalmente grazie al miglior Lewis Hamilton da quando veste di rosso. Il suo secondo posto, con sfida d’altri tempi con Verstappen, è un incentivo fortissimo per lui. Chiaro, le McLaren si sono messe fuori da sole con una scellerata scelta di montare le gomme intermedie in partenza, oltre ad una serie inenarrabile di problemi e di errori dei piloti. E manca all’appello una delle due Mercedes. Ma questo non deve togliere nulla a Hamilton. Incolore invece Leclerc, sempre in difficoltà e mai in feeling con la sua vettura.Ora per la Formula 1 si aprono due partite. La prima è di calendario, con (finalmente) l’arrivo in Europa per i Gran Premi più classici, a partire dal prossimo a Montecarlo. La seconda riguarda ADUO, il sistema che la F1a ha architettato per consentire alle scuderie in ritardo prestazionale di recuperare. Un dato: a Montreal solo 4 piloti a pieni giri. Gli altri, tutti doppiati o ritirati. F1, abbiamo un problema. Quattro o cinque scuderie sono impresentabili. Così si rischia di guardare solo al podio, scoprendo di avere altrove solo macerie. In mezzo a questa “partita” c’è anche lo scontro tra chi vorrebbe passare dal 2027 ad un rapporto 60-40 tra motore endotermico e motore elettrico e chi invece vorrebbe restare 50-50. Battaglia squisitamente politica e industriale. Nella quale Verstappen ha già detto come la pensa. Con 50-50 lui potrebbe andarsene. E per come ha guidato anche in Canada sarebbe davvero un peccato.