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Ecco i deus ex machina del Bruscello 2026: da sinistra don Domenico Zafarana,. Mosconi, Garosi,. Cristina Peruzzi, Marco Giannotti e Franco Romani

È lo spettacolo che negli ultimi venti anni ha richiamato il maggior numero di spettatori. Per l’edizione 2026, l’87esima della sua storia, il Bruscello di Montepulciano ripropone ‘Francesco d’Assisi’, e la scelta porta con sé tanti significati. Li ha illustrati Marco Giannotti, presidente della compagnia popolare, in occasione dell’anteprima andata in scena ieri, presso la Canonica del Tempio di San Biagio. Un vero e proprio assaggio dello spettacolo, in cui sono stati presentati i brani più significativi dell’opera, scritta da Irene Tofanini e musicata da Luciano Garosi. "Come avevamo già annunciato, ad orientare la scelta – ha spiegato Giannotti – è stato l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, figura straordinariamente popolare, sempre attuale, capace di esercitare nel 2010 un’attrazione sul pubblico mai vista. Ma questa rappresentazione, insieme al ritorno, anche alla direzione dell’orchestra, del maestro Luciano Garosi, ha dato un’ulteriore, benefica scossa all’ambiente. Le prove – ha detto poi il presidente – sono sempre affollatissime, quel Bruscello di sedici anni fa rimane memorabile per chi lo ha fatto: così San Francesco ci ha fatto recuperare due allora giovanissimi interpreti, Marco Banini, che veste i panni del Santo, e la stessa Irene Tofanini (Santa Chiara), che, per percorsi di vita, si erano allontanati. E insieme a loro altri che, nel nome del patrono d’Italia, sono tornati alla compagnia. C’è anche un debutto ‘speciale’ da evidenziare – ha anticipato Giannotti -, quello di Don Domenico Zafarana, il parroco di Montepulciano, che interpreterà il vescovo di Assisi". Ripreso e adattato rispetto alla versione del 2010 e dedicato alla memoria dello storico bruscellante Woldemaro Abram, lo spettacolo andrà in scena in Piazza Grande dal 13 al 16 agosto, con la prova generale, prevista per il 12, aperta al pubblico. "Manteniamo viva una forma di teatro popolare ‘totale’ che unisce musica, canto, danza e recitazione" ha detto il direttore artistico Franco Romani, che firma le scenografie insieme a Franco Capitini. "Sul palco – precisa Romani – si alterneranno oltre cento bruscellanti, tra cui una cinquantina di coristi. Torna nel cast il nostro presidente Giannotti con lo stesso ruolo di sedici anni fa, quello del Messo papale; alla regia riproponiamo una figura di grande affidamento come Marco Mosconi mentre l’ideazione e l’esecuzione delle coreografie è nelle sicure mani di una professionista come Cristina Peruzzi, con le allieve della sua scuola di danza, la ‘Petite École’". Diego Mancuso