PORDENONE - La campanella della ricreazione poi all’improvviso in cortile la rissa tra due giovanissimi delle medie. Uno dei docenti di sorveglianza si precipita a dividere i due studenti che si stanno colpendo a calci e pugni. All’arrivo del prof, un alunno scappa, l’altro continua a divincolarsi e alla fine sferra un forte pugno sul collo dell’insegnante. È accaduto lo scorso venerdì a Pordenone, alla scuola secondaria di primo grado Terzo Drusin. Scuola che fa parte dell’istituto comprensivo di Pordenone sud. Ad essere aggredito, l’insegnante di matematica Edoardo Codraro, che è stato costretto a rivolgersi al pronto soccorso per malesseri post trauma. La diagnosi è di lesioni al collo. In ogni caso, il docente ha deciso di non sporgere denuncia. Nonostante la norma lo prevederebbe. Secondo il professore, devono essere le famiglie a salvare i ragazzi dalla violenza. Mentre la scuola, ha aggiunto, dovrebbe prevedere una sanzione disciplinare. Insomma, niente denuncia, ma in cambio Codraro si aspetta le scuse dello studente.

LA VICENDA È accaduto tutto intorno alle 10.45, al momento dell’intervallo. La follia in pochi minuti. I due iniziano a picchiarsi selvaggiamente, con calci e pugni, di fronte a tutti. Una scena agghiacciante se si pensa che i ragazzini frequentano le medie: uno è in prima e l’altro poco più grande, con precedenti disciplinari. Il prof Codraro, in quel momento, è di sorveglianza insieme ad altri colleghi. Non ci pensa un attimo a mettersi in mezzo tra i due alunni per cercare di calmarli. Uno scappa ma l’altro continua ad agitarsi e alla fine arriva il pugno sul collo del docente. I colleghi si precipitano a soccorrerlo e riportano l’alunno in aula. Ma pochi minuti dopo il colpo, l’insegnante inizia ad avvertire dei malesseri e si presenta in pronto soccorso. Dopo cinque ore, finalmente la medicazione, con la somministrazione di medicinali e i dovuti controlli. IL SINDACATO A occuparsi dell’episodio di violenza, il segretario generale della Flc Cgil di Pordenone Giuseppe Mancaniello. «In questi casi - spiega il sindacalista - la norma prevederebbe la denuncia. I docenti sono pubblici ufficiali ai quali non possono essere rivolti improperi, tantomeno essere aggrediti. Nella situazione specifica, il docente ha fatto bene a non denunciare perché si tratta di giovanissimi sotto i 14 anni. Ma bullismo e aggressioni a scuola devono finire. Gli insegnanti svolgono il loro lavoro al meglio e non possono essere sotto tiro. Occorre fare qualcosa per interrompere la spirale di violenza. Alle scuole superiori episodi come questo accadono più di frequente. Nei casi di ragazzi più grandi si può anche pensare alla denuncia per arginare il fenomeno. Per gli alunni sotto i 14 anni sono i genitori a risponderne e nel caso di denuncia sono previste multe salate».LA SCUOLA Intanto, la scuola si sta organizzando per sanzionare lo studente: da oggi al vaglio dei vertici dell’istituto, in accordo con la famiglia, tutte le azioni educative che prevedano attività nelle associazioni del territorio.Prof aggredito a scuola, il papà lo colpisce con uno schiaffo e la mamma lo minaccia: «Ti ammazzo». Multa di 1350 euro ai due genitori