La quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida di Anas evidenzia che solo il 42% degli italiani usa correttamente il cellulare con bluetooth o assistente vocale. Il 14,6% digita il numero prima di attivare il vivavoce, l'8,9% guida con il telefono in mano e il 34,5% non lo usa mai. Sebbene il 75% ritenga lo smartphone pericoloso, i guidatori di auto a noleggio, i meno esperti e i motociclisti risultano i più indisciplinati. Il nuovo Codice della Strada "piace" Il nuovo Codice della Strada riceve l'approvazione dell'86% degli intervistati, favorevoli alla revoca della patente per reati gravi sotto l'effetto di droghe e a pene di 7 anni per l'abbandono di animali. Tra il 7,9% degli utenti che ha avuto un incidente negli ultimi due anni, ben il 90,8% usa il cellulare alla guida, a fronte del 65% della media generale. Questo legame mostra come il sinistro non sempre modifichi il comportamento, ma possa generare un rifiuto della sanzione: tra chi ha avuto incidenti, il gradimento del Codice scende al 76,9%. Il consenso cala proprio tra i profili più a rischio come giovani, motociclisti e utenti di veicoli a noleggio, i quali pur conoscendo le regole (81%) e approvando le sanzioni (86%), faticano ad accettarle. Sovrastima delle proprie capacità al volante Il presidente della Società Italiana di Statistica, Marcello Chiodi, spiega che gli automobilisti tendono a sovrastimare le proprie capacità personali. Gli italiani si assegnano un voto medio di 7,8 come guidatori (in lieve calo rispetto al 7,9 del 2024) e il 62,3% si reputa esperto, mentre solo il 6,4% si definisce poco abile e l'1,6% molto inesperto. Il giudizio sugli altri utenti è invece insufficiente. I divari specifici tra autovalutazione e percezione altrui sono netti: uso delle frecce (8,5 contro 5,4), guida sobri (8,4 contro 5,5), uso del casco (8,1 contro 6,9), cinture di sicurezza (7,9 contro 5,4), limiti di velocità (7,8 contro 4,9) e mancato uso del cellulare (7,8 contro 4,8). Il gap generale è di 2,6 punti, inferiore ai 2,9 punti del 2024. Questo crea un'illusione di controllo nella routine domestica, dove il 76,3% ammette di ridurre la prudenza. Al contrario, solo il 31,6% individua contesti precisi dove aumentare la concentrazione, come maltempo o autovelox, mentre il 41,5% non concorda e il 27% non risponde. Monopattini percepiti come "insicuri" Il monopattino è considerato sicuro solo dal 31,4% del campione, mentre il 68,6% lo valuta negativamente. I giovani tra i 18 e i 24 anni danno un voto di 5,5 su 10, che scende a 3 su 10 tra gli over 65. Il 76,5% non usa il mezzo e non intende farlo. La pericolosità è attribuita all'imprudenza dei conducenti (55,1%), alla mancanza di protezioni (37,2%), all'uso su marciapiedi o aree extra-urbane (36,5%), alla scarsa visibilità nel traffico (32,9%) e alla mancata conoscenza delle regole (29,3%). Per il 57,4% le norme attuali sono troppo permissive. Le campagne di sicurezza mostrano comunque miglioramenti: calano le infrazioni per il divieto di sorpasso al 14,3% (rispetto al 14,6% del 2024, 15,9% del 2023 e 17% del 2022) e cresce l'uso delle cinture anteriori (91,1% per chi guida, 95,4% per il passeggero) e di quelle posteriori, salite al 64,7% rispetto al 44% del 2024, al 27,4% del 2023 e al 24,3% del 2022. Nota metodologica sul monitoraggio territoriale I dati derivano da interviste a più di 4 mila automobilisti e da oltre 5 mila osservazioni dirette realizzate da coppie di rilevatori su auto in movimento. Il monitoraggio ha interessato dodici assi viari strategici: il Raccordo Torino Caselle in Piemonte, la statale 336 della Malpensa in Lombardia, la statale 14 in Veneto, la statale 75 in Umbria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, l'A2 Autostrada del Mediterraneo, la statale 1 Aurelia tra Roma e Grosseto, la statale 700 in Campania, la statale 16 Adriatica tra Foggia e Monopoli, l'A19 e la statale 121 in Sicilia, e la statale 131 Carlo Felice in Sardegna.