Su Marine Traffic sembra tutto immobile anche mentre l’Ansa riferisce che almeno 33 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore con il permesso della Marina delle Guardie Rivoluzionarie. La fonte sarebbe al Jazeera e, secondo quanto riportato, tra le navi transitate figuravano petroliere, navi portacontainer e navi mercantili. Poi c’è la valutazione politica dell’Ufficio stampa dei Pasdarn: «La Marina delle Guardie Rivoluzionarie sta svolgendo un’intensa attività di controllo dello Stretto di Hormuz a seguito della grave insicurezza creatasi dopo l’aggressione dell'esercito statunitense nello Stretto di Hormuz». Un altro punto ribadito contro gli Usa, ma nessun riferimento all’eventuale pedaggio che questa navi hanno dovuto pagare. Ancora schermaglie, dunque. Ancora notizie fatte filtrare per valutare atteggiamenti o imporre soluzioni. In questo contesto gli armatori sono cauti. «Guardi - dice il presidente mondiale, Emanuele Grimaldi - noi non siamo solo cauti, siamo stufi di annunci e promesse non mantenute. Di improvvise marce indietro».
Presidente però questa volta sembra che manchi veramente poco? «Si, seguo anche io questo continuo tira e molla. Oggi, domani, dopodomani, sono passate settimane e mesi. Non ci illudiamo più. Aspettiamo notizie ufficiali da organismi internazionali. Solo dopo prenderemo le nostre decisioni». Navi ancora ferme, quindi? «Come presidente degli armatori darò il via libera solo quando avremo avuto garanzie dagli organi internazionali. Quelle che danno i belligeranti, francamente, sembrano solo degli spot. Per noi le navi sono ferme e rimarranno ferme fino a quando non avremo certezze e garanzie». Intanto, però, bisogna riconoscere che Hormuz è diventata la priorità assoluta. Sia Trump che le fonti iraniane mettono lo stretto in primo piano, è più avanti anche del nucleare? «Si sono resi conto, evidentemente, di quale importanza ha la libera navigazione per le sorti del mondo, non solo di Stati Uniti e Iran». Infatti, con il blocco delle fonti energetiche è in gioco l’economia globale? «Non solo le fonti energetiche. In quel braccio di mare passano ogni anno diversi miliardi di beni, non solo petrolio». Hormuz libero è essenziale? «La libera circolazione delle merci a Hormuz, come in ogni parte del pianeta, garantisce la prosperità e anche la pace. Gli armatori sono per la pace, auspicano pace, perché sono i primi a sapere che la libera circolazione delle merci è fondamentale in ogni angolo della terra». Intanto però, i focolai non mancano? «E sono tanti. Noi instancabilmente continuiamo a lavorare per la pace e per la sicurezza dei lavoratori impegnati sulle navi a garantire i traffici». Già la sicurezza dei lavoratori. Lei come presidente dell’Ics ha subito invocato la massima sicurezza degli equipaggi? «E lo sto facendo anche ora. Se dico che vogliamo notizie certe dagli organismi preposti alla sicurezza internazionale prima di far muovere le navi è proprio perché vogliamo le massime garanzie per i marittimi. Non daremo mai un via libera azzardato. Per la ripersa dei traffici marittimi ci vuole una pace vera, ci voglio garanzie su rotte sicure. Gli equipaggi delle navi sono composti da uomini e donne che lavorano lontano da casa: dobbiamo a loro la massima cautela possibile».






