Nell’inferno di fuoco e distruzione che ha colpito nella notte l’Ucraina, causando 4 morti e almeno 100 feriti, Mosca ha utilizzato ancora una volta la sua nuova arma per colpire. Si tratta del missile balistico ipersonico Oreshnik, a medio raggio e in grado di viaggiare ad una velocità tale da eludere le tradizionali difese anti-aeree. Traslitterazione della parola russa che indica l'albero "nocciòlo", l'Oreshnik è stato utilizzato per la prima volta per prendere di mira un complesso industriale a Dnipro, città nel sud dell'Ucraina, il 21 novembre 2024. Quindi è stato impiegato il 9 gennaio scorso per colpire un bersaglio nell'oblast di Leopoli. Nella notte l'ultimo lancio, su una cittadina a circa 60 km da Kiev.

Viene descritto come "dual-use”, cioè progettato per poter trasportare sia testate convenzionali che nucleari. Secondo diverse analisi tecniche e fonti occidentali, il sistema è anche Mirv (Multiple Independently Targetable Reentry Vehicles), cioè può trasportare più testate separate. Si stima che la sua gittata sia tra i 3.000 e 5.500 chilomettri, quindi in grado di colpire anche l'Europa, come ha avvisato il comandante delle truppe missilistiche russe all'indomani del primo utilizzo in Ucraina.