Steph Curry, Anthony Edwards e perfino Harry Styles hanno riportato al centro della scena un oggetto che molti consideravano ormai superato: gli auricolari con filo. Nel 2026, mentre il mercato continua a essere dominato dai modelli wireless, il cavo sembra tornato a essere un simbolo di stile, ma anche una scelta pratica per chi cerca qualità audio, affidabilità e semplicità d'uso. Vediamo perché c’è stato questo ritorno di fiamma degli auricolari con filo, quali sono i fattori da prendere in considerazione prima di acquistarne di nuovi e quali sono i modelli migliori sul mercato.

Perché gli auricolari con filo sono tornati di modaNegli spogliatoi NBA, nei tunnel degli stadi trasformati ormai in passerelle improvvisate e persino sui red carpet, sempre più celebrità preferiscono modelli tradizionali rispetto agli auricolari Bluetooth. Drake, Zendaya, Emma Watson e Dua Lipa sono solo alcuni dei VIP fotografati con il filo in bella vista, spesso proprio per trasmettere un’idea di naturalezza e distacco dalla corsa continua all’ultimo gadget tecnologico.Ma perché un utente comune oggi potrebbe essere orientato verso l'acquisto di un paio di auricolari con filo? Dietro questa scelta ci sono fattori economici e pratici. Un paio di auricolari con filo costa molto meno rispetto a molti modelli wireless premium e, soprattutto, elimina alcuni di quei piccoli problemi e disagi che chiunque abbia un paio di auricolari senza filo conosce fin troppo bene: necessità di ricaricare periodicamente gli auricolari e la loro custodia per evitare di rimanere a secco di autonomia, disconnessioni improvvise e aggiornamenti firmware da installare periodicamente. La praticità è quindi uno dei punti di forza degli auricolari con filo: si collegano e funzionano immediatamente, senza procedure di pairing o ricariche preventive.Dal punto di vista tecnico, inoltre, il cavo mantiene ancora diversi vantaggi. Il collegamento cablato evita la compressione tipica della trasmissione Bluetooth, preservando più fedelmente il segnale audio originale. Va detto però che i codec moderni - come aptX Lossless o LDAC - hanno ridotto notevolmente questo divario, e per la maggior parte degli ascoltatori la differenza è oggi difficilmente percepibile.E infine c’è una motivazione culturale dietro questa rinascita degli auricolari con filo. La Generazione Z, così come molti millennial, stanno riscoprendo il piacere di vivere esperienze più «analogiche»: fotocamere a pellicola, VHS, telefoni essenziali e dispositivi meno dipendenti dall’intelligenza artificiale. Gli auricolari con filo si incastonano perfettamente in questo desiderio di concretezza. Si toccano, si conservano, durano anni e sono semplici da usare.