HomeLa SpeziaCronacaStillitano atteso domani a Spezia. E sposa la linea della rivoluzioneIl presidente, in partenza dagli Usa, conferma l’impegno di Roberts. Un mandato per avviare lo sfoltimentoLa partita contro il Pescara ha chiuso una stagione da dimenticare che ha segnato la retrocessione in serie CRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLo Spezia 2026-27, quello che dopo 14 anni di onorata militanza in Serie B e A sarà costretto a ripartire dalla Serie C, poggerà su tre punti fermi, espressi dal presidente Charlie Stillitano: "Thomas Roberts resta, il club non è in vendita, siamo convinti di continuare; abbiamo sbagliato, dobbiamo ripartire da zero; i tifosi spezzini meritano di più, vorrei che stessero al nostro fianco". Concetti che il presidente ribadirà al suo arrivo alla Spezia, probabilmente domani se il volo aereo sarà confermato, smontando un po’ qualche rumor allarmistico in essere che non tiene conto delle due settimane post retrocessione passate al lavoro da parte della proprietà e del presidente per pianificare nel dettaglio la futura struttura organizzativa e il budget per la prossima stagione.
Un bilancio preventivo che sarà sottoposto ai potenziali ds già contattati, con i quali ci saranno ulteriori colloqui nei prossimi giorni. Quello andato in scena negli Usa in queste due settimane è stato un lavoro oscuro ma intenso, sul quale poggerà lo Spezia del domani. Nessun immobilismo, dunque, ma i necessari tempi di analisi e riprogrammazione che, dalla prossima settimana, con il ritorno in Italia di Stillitano, diventeranno esecutivi. In sintesi, Roberts, a dispetto della delusione cocente patita con la retrocessione, ha deciso di non abbandonare i suoi progetti con lo Spezia, continuando a garantire la solidità economica. Anche se, è bene sottolinearlo, vi sarà un fisiologico e drastico ridimensionamento dei costi parametrandoli ai pochi ricavi della Serie C. Il tutto nel tentativo di contemperare le ambizioni di risalita con la necessità della sostenibilità economica del club, anche perché dopo i 65 milioni di euro spesi in un solo anno di gestione, per la proprietà si profila un altro bagno di sangue dopo l’inaspettata retrocessione. Ne consegue l’esigenza di tagliare le spese, laddove sia possibile e praticabile, traguardando in tal modo anche il secondo obiettivo del programma: "Ripartire da zero". Il presidente e il proprietario hanno ben compreso il grido di dolore proveniente dalla piazza che, anche prima della retrocessione, invocava una rivoluzione totale della struttura tecnica e societaria. Un’esigenza di rinnovamento che non è solo la conseguenza dell’emotività del momento, ma che nasce dall’analisi degli errori commessi dalle componenti tecniche e da quelle dirigenziali-operative. Chi ha un minimo di esperienza calcistica, comprende benissimo che solo con l’immissione di energie fresche si potranno eliminare le scorie di una retrocessione mortificante, le cui sofferenze maggiori si riverberano soprattutto sulle spalle di migliaia di tifosi che hanno a cuore lo Spezia. Solo con un rinnovamento radicale, che contempli in primis l’arruolamento di un ds esperto, si potrà impostare una ripartenza ambiziosa.















