Era considerato il «mago delle essenze», Maurizio Gozzelino. Un soprannome che la storia ha confermato essere più che mai azzeccato visto che a distanza di oltre sessant’anni la più celebre delle sue creature, il Crodino, è ancora sulla cresta dell’onda arrivando anche negli Stati Uniti. Era il 28 luglio 1965 quando dallo stabilimento ossolano di Crodo, borgo incastonato tra le Alpi Lepontine, uscirono le prime 53.855 bottigliette dell’analcolico biondo, diventato icona del made in Italy.
Maurizio Gozzelino è morto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio all’età di 91 anni. Nato a Saluzzo nel 1935, da tempo viveva nel Torinese. Il funerali sarà celebrato a Rivoli martedì alle 10, nella parrocchia di Santa Maria della Stella, dove lunedì, alle 19, verrà celebrato il rosario.
Fu Pietro Ginocchio, lo storico presidente delle Terme di Crodo a portarlo in Ossola agli inizi degli Anni Sessanta per fargli creare un analcolico capace di fare concorrenza ai colossi del tempo come Bitter e Campari. Nel 1963 arrivarono a un accordo e dopo un paio di anni di studi e di ricerche Gozzelino trovò quella formula, in parte segreta, che ancora oggi spopola in tutto il mondo. La forza del Crodino E quando un anno fa, in occasione dei sessant’anni del Crodino, in un’intervista su La Stampa gli si chiedeva quale era il segreto del successo dell’«analcolico biondo» lui rispose: «Abbiamo azzeccato il gusto medio, senza eccessi. Che non vuol dire che sia il gusto migliore, ma quello che trova il gradimento di un pubblico più vasto. E quando un prodotto va, nessuno lo modifica. Oggi la forza del Crodino è il marchio, è più forte del prodotto stesso. Tanto che, sono convinto, potrebbe cambiare anche leggermente il colore o il sapore».










