Le banche internazionali «sono le prime a scappare quando le cose non vanno bene», con effetti che possono tradursi in una restrizione del credito nei sistemi economici più esposti ai cicli globali. Dal Festival dell'Economia di Trento arriva da Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, la difesa del modello bancario italiano e del legame con l'economia reale, in una fase segnata da guerre, tensioni commerciali e instabilità geopolitica. «Le banche internazionali: possono essere di manica larga quando le cose vanno molto bene, ma quando le cose non vanno molto bene sono le prime che vanno via», ha detto Barrese intervenendo al panel su banche, territori e intelligenza artificiale.Secondo il manager di Intesa, il sistema italiano continua invece a garantire sostegno a famiglie e imprese grazie a una relazione più stretta con il tessuto produttivo. «Le banche italiane sono le migliori al mondo» e hanno una «fortissima sinergia con le imprese», ha osservato, ricordando anche che nel nuovo piano d'impresa Intesa Sanpaolo mette a disposizione circa 200 miliardi di euro di credito, di cui circa la metà destinata alle piccole e medie imprese. Barrese ha inoltre escluso l'esistenza di una stretta creditizia nel Paese, leggendo la dinamica recente più come effetto del forte sostegno straordinario erogato nella fase pandemica che come un irrigidimento dell'offerta.