HomeBolognaCronacaGalleria, i dubbi di chi vive sui Colli: "Per noi più disagi che benefici. E va chiarito se ci saranno espropri"Cicognani, presidente del comitato: "Non ci metteremo di traverso, collaboreremo per ridurre le criticità. Ma avevamo già presentato il progetto ‘Acque sicure’ per creare sistemi di accumulo e laminazione".Francesco Cicognani è il presidente di ComiColliRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Vorremmo sapere che impatto avrà l’opera per la collina". Così Francesco Cicognani, presidente di ComiColli, sulla galleria scolmatrice da 2,5 chilometri che collegherà Ravone e Reno, con il passaggio sotto San Luca. Per la riuscita del progetto ci vorranno molti anni e almeno 100 milioni di euro. "Il ‘tubone’ riteniamo sia un’opera faraonica che non porterà benefici a chi vive sui colli: ha un forte impatto ecologico, verranno tolti alberi e avremo 15 anni di movimenti terra che porteranno a ricadute sull’ambiente circostante", dice Cicognani. Però, "ci mettiamo a disposizione della cittadinanza, però faremo la nostra parte in termini critici", commenta ancora Cicognani.

Per questo, ComiColli ha presentato già un anno fa il progetto ’Acque sicure’, che punta a ridurre il rischio idraulico e idrogeologico attraverso sistemi di accumulo e laminazione delle acque piovane e un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella manutenzione del territorio. Il piano prevede "la realizzazione di bacini diffusi di accumulo delle acque meteoriche, capaci di trattenere e laminare i flussi verso valle durante gli eventi meteo estremi – dice Cicognani –. L’obiettivo è duplice: contrastare il dissesto idrogeologico e conservare le acque per uso irriguo, creando una rete di piccole infrastrutture integrate nel territorio". Una delle proposte chiave è quella di incentivare la collaborazione tra pubblico e privato. "E anche la creazione di canali digitali e diretti per le segnalazioni dei cittadini, oltre all’installazione di vasche di laminazione più numerose ma più piccole".