HomeForlìCronacaSan Leonardo chiede aiuto al Difensore civicoForlimpopoli, l’avvocato Guido Giusti ha preso in mano il fascicolo inviando una formale richiesta di chiarimenti al Comune sui tempi dei cantieri.La variante alla via EmiliaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLe proteste dei residenti di Forlimpopoli per l’isolamento causato dai cantieri infiniti finiscono sul tavolo del Difensore civico regionale, ma dal Comune tutto tace. La vicenda riguarda l’area tra via Paganello, via Savadori e via San Leonardo, dove le famiglie si trovano a fare i conti con pesanti disagi dovuti al mancato completamento della variante alla via Emilia (collegamento veloce Forlì-Cesena) e alla chiusura di un sottopasso stradale. Una situazione di stallo che ha spinto il signor Bruno Alberto Bagagli, a nome dei residenti della zona, a rivolgersi all’autorità di garanzia per chiedere trasparenza, tempi certi e l’individuazione del responsabile del procedimento. I lavori, che sarebbero dovuti terminare entro il dicembre dello scorso anno, non hanno ancora una data di chiusura.

Ancora più incerta è la futura realizzazione della viabilità secondaria, che permetterebbe ai residenti di potersi ricollegare al centro cittadino. In questo caso la conferenza dei servizi, che dovrebbe dare il via libera alla Gesco per procedere con i lavori, nell’ambito del nuovo insediamento del gruppo Amadori, non è ancora terminata. La conferenza sarebbe dovuta terminare a novembre dello scorso anno. Secondo il cronoprogramma del nuovo insediamento, questo porta l’apertura della viabilità secondaria a non prima della metà del prossimo anno. Ma sono tutte ipotesi, dato che dalla rocca tutto tace, infatti, davanti alle denunce del cittadino, lo scorso 23 marzo il Difensore civico, l’avvocato Guido Giusti, ha preso in mano il fascicolo inviando una formale richiesta di chiarimenti al Comune di Forlimpopoli. Nel testo si invitava l’amministrazione a fornire entro trenta giorni un quadro aggiornato sulle criticità e sulle possibili misure temporanee per alleviare i disagi della popolazione. Quei trenta giorni sono però trascorsi nel silenzio più assoluto. Il Comune non ha inviato alcuna risposta all’organo di garanzia, ignorando di fatto l’invito istituzionale e lasciando ancora una volta i residenti senza le risposte richieste.