“Margo ha problemi di soldi” si intitola la serie di Apple tv realizzata da David E. Kelley, tratta dal romanzo omonimo di Rufi Thorpe, interpretata da Elle Fanning, Nick Offerman, Greg Kinnear e da quelle due volpone di Michelle Pfeiffer e Nicole Kidman, una è la madre di Margo, l’altra la sua avvocata nonché esperta lottatrice di wrestling, come il padre della giovane protagonista. E Margo ha dunque, e davvero, molti problemi di soldi. Brillante studentessa californiana di lettere, al primo anno di università ha una focosa storia d’amore con il suo professore, resta incinta, decide di tenere il bambino. Con tutto quello che ovviamente ne consegue e che andremo a narrare. Però è la premessa che, devo dire, suscita forte perplessità: cioè, la scontata mancanza di contraccezione, come nel buon, vecchio Medioevo. La pillola anticoncezionale, legalizzata in Italia nel 1971, rappresentò una svolta epocale nell’emancipazione femminile: per le ragazze degli Anni Settanta-Ottanta del '900, anche per noi italiane con la Chiesa in casa, sembrava un fatto acquisito, una inequivocabile forma di affrancamento dal patriarcato. Evidentemente non era così, la trasmissione di questa nuova libertà, che ai tempi appariva evidente e scontata, ha avuto dei punti di rottura, come se qualcosa si fosse incrinato, se il passaggio generazionale e culturale tra madri e figlie fosse saltato. Sembrava allora che, anche grazie alla pillola, la sessualità femminile si sarebbe liberata dalla riproduzione non voluta: le donne avrebbero potuto scegliere di avere figli in modo consapevole, liberandosi nello stesso tempo del ruolo egemonico maschile. E invece, ancora oggi, dicono le statistiche, la metà delle gravidanze negli Stati Uniti non è programmata. Non si può certo pensare che siano tutte persone disinformate e sprovvedute. E qui arriva la nostra Margo, vittima appunto del più classico dei cliché, il professore sposato con figli che dice all’allieva «quanto sei brava» per portarsela a letto. Lei ci va e farebbe anche benissimo, solo che pur essendo così intelligentona non prende precauzioni, che dovrebbero darsi per scontate e invece evidentemente no. Fa l’ecografia, sente il battito, solita storia, «desidero questo bambino come niente al mondo». Nessuno che le dica: certo, hai ragione, tienilo, però sei tanto istruita, non conoscevi l’uso degli anticoncezionali? Ricordatene in futuro! Niente, la parola «pillola» non viene nemmeno menzionata, come se tutte quelle lotte fossero passate invano.