Alla cerimonia di chiusura del Festival di Cannes, Isabelle Huppert ha reso omaggio a Barbra Streisand consegnandole simbolicamente la Palma d'Onore. Assente per un infortunio, Streisand è intervenuta con un videomessaggio in cui ha ricordato i quindici anni di porte chiuse prima di riuscire a realizzare Yentl. Nel discorso di Huppert, la definizione di quel film come opera rivoluzionaria sul desiderio e sulla libertà femminile
Certe icone non hanno bisogno di essere presenti per occupare una stanza. Alla cerimonia di chiusura del Festival di Cannes, la Palma d’Onore assegnata a Barbra Streisand si è trasformata in qualcosa di più di un semplice tributo alla carriera: un riconoscimento alla sua capacità di attraversare musica, cinema e cultura popolare senza mai smettere di essere un’autrice.
A introdurla è stata Isabelle Huppert con un discorso intenso e cinefilo, lontano dalla retorica celebrativa. “In Barbra Streisand convivono pensiero e spettacolo, intelligenza e fascino popolare”, ha detto l’attrice francese, ricordando come dietro “l’immensa voce” sia sempre esistita “una donna sola”, spesso a disagio con la fama e capace di trovare nel lavoro la propria vera felicità.
Streisand, assente per un infortunio ma presente con un videomessaggio, è stata raccontata non soltanto come diva della musica e del cinema, ma come figura profondamente politica e artistica.













