«No al depistaggio in commissione Antimafia». Il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, oggi a Palermo, sceglie di farsi fotografare anche con i giovani che reggono un lenzuolo con queste parole. Un messaggio chiarissimo rivolto al lavoro dei deputati guidati dalla presidente Chiara Colosimo sulle stragi. È lei, la deputata di Fratelli d'Italia, una delle protagoniste della giornata di oggi, nel 34esimo anniversario dell'eccidio di Capaci. Oggetto di una installazione critica da parte di un gruppo di manifestanti, lei si presenta a braccetto con Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo ed ex assessora regionale alla Salute del governo Crocetta, e Maria Falcone, la sorella di Giovanni. Più tardi, a difenderla arrivano i comunicati dei suoi colleghi di partito.

È un tema caldo da mesi ed era inevitabile che diventasse terreno di scontro anche il 23 maggio. Il lavoro della commissione Antimafia sui motivi che portarono alla strage di via D'Amelio e all'uccisione del giudice Paolo Borsellino si sta concentrando sul dossier mafia appalti. Secondo una parte di giornalisti, addetti ai lavori, politici e mondo dell'antimafia, escludere le altre piste - a cominciare da quella dei soggetti esterni a Cosa Nostra e del terrorismo nero - sarebbe una scelta miope, semplicistica e assolutoria. Di recente 33 cronisti che si sono occupati di questi temi hanno sottoscritto un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando di «errore» nell'approccio della commissione.