L’obiettivo è fare un altro passo sulla riduzione dell’Irpef, portando lo scaglione della seconda aliquota Irpef (quella ora al 33%) da 50mila a 60mila euro di reddito.

Naturalmente se le risorse disponibili per la prossima manovra lo permetteranno.

Ma non solo perché il percorso del completamento della riforma fiscale vede ormai il traguardo: mancano all’appello il decreto correttivo Omnibus e il Codice tributario ma intanto sono 28 i decreti delegati già varati, di cui 24 in «Gazzetta Ufficiale».

Restano in agenda modifiche che potranno essere fatte sempre e solo compatibilmente se ci saranno le risorse.

Il riferimento è ai ritocchi sulla parte dei redditi finanziari dove ci sono temi caldi come l’unificazione del trattamento di fondi immobiliari e mobiliari e la riduzione dal 26% al 20% della tassazione sui rendimenti degli investimenti delle Casse dei professionisti.