Pavia. Oltre 20mila i fedeli che il 22 maggio hanno voluto rendere omaggio a Santa Rita da Cascia. Nella giornata, dedicata alla “santa degli impossibili”, la piazza su cui si affaccia la basilica di San Pietro in Ciel d’Oro era un tripudio di colori, con le rose che brillavano al sole, accarezzate dalla luce. Perché sono le rose il fiore simbolo di questo giorno, in ricordo di quelle miracolosamente fiorite in pieno inverno, in mezzo alla neve e al gelo di Roccaporena, paese natale di Rita. Le trovò così una cugina a cui la santa aveva chiesto di cogliere i fiori del suo giardino. Il Signore esaudì quella richiesta, un miracolo che vuole dirci che, anche per Rita, la rosa fu un segno di amore. I fedeli percorrono la basilica, raggiungono la statua di quella che fu sposa, madre e monaca. Si raccolgono in preghiera. In silenzio. Davanti alla cappella che ne accoglie solitamente la statua, vicino all’altare, con i bassorilievi che ne raccontano episodi di vita. Al centro della pala in marmo, realizzata dallo scultore pavese Giovanni Scapolla, si trova un piccolo quadro a colori che raffigura la famosa figlia di Sant’Agostino che riceve dal Cristo crocifisso la spina che le viene posta sulla fronte. Si trova lì il reliquiario dove è conservata una falange, concessa dalle suore di Cascia alla chiesa agostiniana. I fedeli porgono ai volontari rose e oggetti. C’è chi porta corone, fazzoletti, fotografie, indumenti. I credenti suoi devoti la chiamano “la santa degli impossibili” perché dal giorno della sua morte sarebbe scesa al fianco dei più bisognosi, realizzando miracoli prodigiosi. «È la santa della pace, della sofferenza, del perdono», dicono in tanti. «È donna, sposa, madre, vedova e monaca e insieme modello di vita più che mai valido anche oggi», aveva ricordato Papa Francesco, mentre Giovanni Paolo II la definiva la santa «laureata in carità». E poi c’è il legame profondo, costruito nel tempo, tra Papa Leone XIV e la Santa. Il priore, padre Gianfranco Casagrande, annuncia il momento dell’unzione degli infermi durante la messa del pomeriggio celebrata da don Daniele Baldi, vicario generale della diocesi. Alle 18 invece la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Corrado Sanguineti e alle 21 la processione per le strade del centro. Nel cortile esterno alla basilica, sotto il porticato, altre bancarelle di rose. I fedeli arrivano anche da altre province e raggiungono la statua per la benedizione delle rose. Ci sono anziani. Ci sono giovani. Ci sono mamme che tengono in braccio i loro piccoli chiedendo una benedizione a padre Antonio Baldoni. «É sempre un mistero la grande affluenza in questo giorno. Una presenza continua, iniziata già nelle prime ore. - sottolinea padre Baldoni -. La fede ci viene data dal Signore che si serve di alcuni santi per aiutarci nel cammino. Ecco, Santa Rita ci aiuta a crescere nella fede. Ma resta per me un un mistero il fatto che sia venerata più di altri. Forse perché è una figura molto vicina dal punto di vista umano. Ci accomuna a lei un’esperienza di vita simile alla nostra, ai drammi con cui dobbiamo confrontarci, ai conflitti che segnano il mondo».
A San Pietro in ciel d’Oro in 20mila per Santa Rita
Una folla di pavesi per il rito della benedizione delle rose











