Almeno la metà dei parlamentari che vogliono aderire a Futuro nazionale, la creatura politica di Roberto Vannacci, vengono da Fratelli d’Italia. L’ultimo passaggio ufficiale da uno dei partiti al governo è stato quello di Laura Ravetto, deputata di lungo corso di Forza Italia (e più recentemente della Lega) e sottosegretaria con Silvio Berlusconi. Ma in questi giorni si rincorrono i nomi di onorevoli e senatori con le valigie in mano, pronti a entrare – dopo aver debitamente citofonato – in Fn. C’è chi smentisce di volerlo fare, come la leghista emiliana Elena Murelli, e chi viene dato già per certo, come i veneti Gianangelo Bof ed Erik Pretto. E poi ci sono loro, i meloniani, un po’ delusi dal corso assunto dall’esecutivo, un po’ frustrati per non riuscire ad avere un posto in prima fila.
E se di fatti e numeri relativi a Futuro nazionale abbiamo parlato in questo articolo (iscritti e comitati in costante crescita, piazze piuttosto gremite ai comizi del generale, una folta schiera di amministratori locali e “riciclati” della politica che hanno già la tessera in tasca), qui per forza di cose prendono piede le ricostruzioni. Intanto, però, una data: 13 e 14 giugno. All’Auditorium della Conciliazione di Roma, Vannacci darà vita, ufficialmente, attraverso l’Assemblea costituente, a Fn. Verrà eletto presidente – il partito è già, o comunque sarà, plasmato intorno alla sua figura – verrà nominato un organo di garanzia, i delegati e un Comitato esecutivo. “Chi entra deve aderire totalmente a quello che siamo” ha detto il generale. Ogni snodo decisivo sarà nelle sue mani. E da qui a quella data è indubbio che i deputati e i senatori “cambia-casacca” verranno allo scoperto. Se non altro per partecipare ai lavori romani. E dimostrare di esserci dal (più o meno) giorno uno.












