L’eco del blitz delle forze dell’ordine a Stromboli, che ha interrotto la festa privata per la fine delle riprese del film con star del calibro di Mick Jagger, Dakota Johnson, Saoirse Ronan e Isabella Rossellini, non si placa. Anzi, si trasforma in una bufera politica. Mentre non vi è nessuna reazione ufficiale dell’amministrazione Gullo, i consiglieri comunali d’opposizione e la Pro Loco “Amo Stromboli” escono allo scoperto con dichiarazioni che lasciano spazio a ben poche interpretazioni: l’immagine delle Eolie è stata colpita da una gestione burocratica definita «anacronistica, rigida e priva di buon senso».
I consiglieri di minoranza esprimono profondo sgomento e sottolineano: «Nessuno mette in discussione il lavoro dei carabinieri, intervenuti nel pieno rispetto di un’ordinanza vigente. Ma proprio questo episodio dimostra, ancora una volta, quanto sia ormai anacronistico un sistema di divieti sulla musica amplificata che oggi finisce soltanto per rendere il nostro territorio oggetto di imbarazzo e di ironia».
Il paradosso, secondo l’opposizione, sta nelle proporzioni dell’intervento: una piccola cassa musicale a volume moderato, in una festa privata legata a una produzione cinematografica internazionale (che ha garantito un’enorme visibilità all’arcipelago), trattata come un problema di ordine pubblico. Una situazione che rischia seriamente di proiettare all’esterno l’immagine di un territorio incapace di distinguere tra gli eccessi e il sano intrattenimento.











