Arezzo, 23 maggio 2026 – Tutto in un istante. L’aria diventa irrespirabile, l’aula si trasforma in una “gabbia”: ventotto studenti nel panico. Due ragazzi spruzzano spray al peperoncino in classe (hanno con sè una confezione in commercio come strumento di autodifesa) e scoppia il caos.
Tre compagni di classe finiscono in ospedale con forti irritazioni agli occhi e alle vie respiratorie: ci resteranno per qualche ora, in osservazione.
Ma fortunatamente nessuna conseguenza grave. Altri quindici ragazzi - tutti tra i 15 e i 16 anni - vengono presi in carico dai medici del 118 arrivati con le ambulanze e assistiti sul posto. Tra di loro c’è chi ha paura e la manifesta con uno stato di agitazione.
L’allarme scatta a metà mattina, in una classe seconda dell’Isis Buonarroti-Fossombroni, nel centro storico di Arezzo. E piazza della Badia dove affaccia l’istituto superiore, in una manciata di minuti si trasforma in una sorta di “ospedale da campo”: ambulanze, squadre dei vigili del fuoco, Volanti della polizia.
Entra in azione anche la squadra Asl di specialisti delle Grandi Emergenze guidata da Luca Pancioni, disaster manager, per coordinare gli interventi. I ragazzi vengono controllati uno ad uno ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Lezioni interrotte e sopralluogo degli agenti della questura mentre i vigili del fuoco bonificano l’aula. Gli investigatori hanno poi sentito gli insegnanti che a loro volta hanno parlato con i ragazzi: gli autori sarebbero già stati individuati, sono due ragazzi che avrebbero azionato la confezione spray al peperoncino. Una bravata? Certo è che per loro, scatterà una segnalazione alla Procura per i minori di Firenze.








