Pompei Anfiteatro durante un concerto del BOP

C’è chi volerà in Campania per ascoltare i Marillion nell’anfiteatro che più di ogni altro richiama il mito dei Pink Floyd. Chi sceglierà di vedere Claudio Baglioni o Riccardo Cocciante in uno dei luoghi più evocativi al mondo. E chi, invece, trasformerà il concerto in un’esperienza completa: visita serale agli Scavi, aperitivo tra le rovine illuminate, degustazioni di vino negli antichi vigneti pompeiani e passeggiate davanti ai calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C.Dal 24 giugno al 27 luglio 2026 il Parco archeologico di Pompei ospita la terza edizione di BOP – Beats of Pompeii, rassegna che negli ultimi anni ha trasformato l’Anfiteatro pompeiano in una destinazione internazionale per il turismo musicale. Non solo live, ma un vero format culturale pensato per fondere spettacolo, storia e lifestyle.Un cartellone che unisce pop globale e musica “di culto”Il cuore della rassegna resta il programma musicale: 16 artisti nazionali e internazionali per 20 concerti, con diverse date già sold out settimane prima dell’inizio.La line-up alterna nomi capaci di parlare al grande pubblico internazionale, come Charlie Puth, a figure molto amate dagli appassionati di jazz, progressive e metal. Una scelta precisa, che punta a rompere i confini tradizionali tra pubblici diversi.Sul palco saliranno gli islandesi Of Monsters and Men, il progetto progressive BEAT, il chitarrista jazz Pat Metheny, gli svedesi Opeth — già sold out — e i Savatage, storica formazione metal americana.Accanto ai grandi nomi internazionali ci saranno protagonisti della musica italiana molto diversi tra loro: Coez, Vinicio Capossela, Tropico con doppia data, Riccardo Muti, Claudio Baglioni anche lui con doppia data, Riccardo Cocciante e Marcus Miller.Fuori cartellone anche il doppio concerto di Nino D'Angelo e l’evento “È mio padre - Morricone dirige Morricone”, dedicato all’eredità di Ennio Morricone, con l’Orchestra Filarmonica del Teatro di Modena diretta da Andrea Morricone e la partecipazione di Marco Morricone. Il concerto sosterrà la Fondazione Città della Speranza nella raccolta fondi per la ricerca pediatrica.Gabriel Zuchtriegel: “La cultura non va divisa in compartimenti”Per il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, il festival rappresenta soprattutto un modo nuovo di vivere un sito archeologico.“Se organizziamo concerti e teatro in un sito archeologico, è perché crediamo nella cultura in senso ampio” ribadisce “Le competenze possono essere diverse, dall’archeologia alla musica, ma la cultura è una sola e non conosce barriere”.Zuchtriegel insiste soprattutto sull’idea di accessibilità culturale e sulla necessità di superare le divisioni tra 'pubblico colto' e ‘pubblico popolare’.“Anche il pubblico non va suddiviso: non esistono pubblici distinti, ma un unico pubblico. Il nostro impegno è rendere la cultura sempre più inclusiva, permettendo a tutti di partecipare nei tempi e nei modi che preferiscono alla vita nel sito archeologico”.Una filosofia che si riflette anche nell’organizzazione delle serate: il concerto diventa soltanto uno degli elementi di un percorso più ampio che include visite, esperienze gastronomiche e aperture straordinarie del Parco.Gli Scavi aperti di sera tra calchi, vigneti e aperitiviLa novità più evidente dell’edizione 2026 riguarda proprio l’esperienza serale all’interno degli Scavi.Durante le date dei concerti il pubblico potrà accedere alla Palestra Grande, l’antico “campus” situato davanti all’Anfiteatro, dove resterà aperta anche l’esposizione permanente dedicata all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il percorso include i celebri calchi in gesso delle vittime, reperti organici e installazioni dedicate agli ultimi momenti della città antica.Per gli spettatori dei concerti l’accesso sarà gratuito, mentre gli altri visitatori potranno entrare con un ticket da 5 euro.Su prenotazione saranno disponibili visite guidate curate da archeologi e storici dell’antichità del gruppo Le Nuvole, pensate per accompagnare il pubblico alla scoperta degli spazi archeologici in una dimensione completamente diversa rispetto alle visite diurne.Il vino dell’antica Pompei e le cene negli ScaviBOP punta molto anche sull’aspetto esperienziale e turistico. Tra gli appuntamenti più richiesti ci sono le visite agli antichi vigneti pompeiani, organizzate in collaborazione con Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio.Nel vigneto della Casa del triclinio all’aperto, alle spalle della Palestra Grande, i visitatori potranno partecipare a degustazioni guidate e approfondimenti dedicati alla produzione del vino nell’antica Pompei, confrontata con le tecniche vitivinicole contemporanee.Le serate proseguiranno poi nel giardino della Palestra Grande, trasformato in uno spazio conviviale con aperitivi e prodotti del territorio curati da Chora, il ristorante degli Scavi. L’obiettivo è trattenere il pubblico all’interno del sito anche prima e dopo i concerti, creando un’esperienza immersiva che mescola musica, archeologia e cucina locale.Giuseppe Gomez: “Pompei è diventata una destinazione del turismo musicale”Uno degli aspetti che più colpiscono gli organizzatori riguarda la dimensione internazionale del festival. BOP, infatti, si sta consolidando come meta di turismo musicale, con spettatori che arrivano a Pompei da tutta Europa e non solo.Per alcuni eventi, come il doppio concerto dei Marillion, oltre il 60% dei biglietti è stato venduto all’estero. Un dato che conferma quanto la formula del festival riesca a intercettare sia il pubblico mainstream sia gli appassionati di nicchie musicali molto specifiche. Un flusso che trasforma BOP in un motore turistico vero e proprio. Molti spettatori, infatti, scelgono di fermarsi più giorni in Campania, visitando il Parco archeologico, la costiera e le città vicine.“Il B.O.P. continua a consolidare la sua reputazione di festival cross-genre di altissimo livello" dice il direttore artistico della rassegna Giuseppe Gomez, sottolineando anche quanto l'aspetto internazionale caratterizzi lo spirito del BOP "Dopo i successi delle precedenti edizioni con artisti come Nick Cave, Jean-Michel Jarre, Dream Theater, Ben Harper, John Legend, Ludovico Einaudi e Stefano Bollani, BOP consolida la sua reputazione di festival cross-genere d’eccellenza".Secondo Gomez, il punto di forza della rassegna è proprio la capacità di mettere insieme pubblici diversi nello stesso luogo.“Riuniamo nello stesso programma icone del rock progressivo, del metal, del jazz e del folk insieme a leggende della musica italiana e protagonisti della classica contemporanea. È un festival che unisce l’appeal dei grandi nomi internazionali a una delle location più iconiche del pianeta”.L’eredità dei Pink Floyd e il fascino di un palco unico al mondoSul fondo resta inevitabilmente il richiamo storico al concerto dei Pink Floyd del 1971, girato proprio nell’Anfiteatro di Pompei e diventato uno dei simboli assoluti della musica live.BOP raccoglie quella memoria e la trasforma in un format contemporaneo, dove la musica dialoga continuamente con il paesaggio archeologico.Il risultato è un festival che prova a distinguersi nel panorama internazionale non solo per il cartellone, ma per il contesto: assistere a un concerto tra le rovine di Pompei illuminate di notte, con il Vesuvio sullo sfondo e gli Scavi ancora aperti al pubblico, resta un’esperienza difficilmente replicabile altrove.