Ar.Cer.
22 maggio 2026 19:11
Un pattugliatore Flaja 3 (Youtube). A destra il nuovo amministratore di Leonardo, Lorenzo Mariani
Le tensioni nel Golfo Persico continuano a spingere i programmi di ammodernamento militare della regione, trainando gli affari dell'industria della difesa, anche quella italiana. Leonardo ha appena siglato un contratto da 320 milioni di euro (circa 1,3 miliardi di dirham) con la Abu Dhabi Ship Building (Adsb), il cantiere navale emiratino controllato dal colosso Edge Group per fornire sistemi di combattimento per i pattugliatori Falaj 3, destinati alla Marina Militare del Kuwait.I sistemi di combattimento di Leonardo sui pattugliatori del Kuwait nel GolfoLe forniture di Leonardo si collocano nell'ambito del programma di riarmo denominato "Al Dorra", che prevede la commessa per la costruzione di otto unità navali commissionate dal Kuwait ad Adsb, per un valore globale di quasi 2 miliardi e mezzo di dollari. Le navi classe Falaj 3 sono pattugliatori d'altura di nuova generazione, costituite da piattaforme leggere da 62 metri di lunghezza e 680 tonnellate di dislocamento, progettate per missioni di pattugliamento, sorveglianza costiera e guerra di superficie in contesti ad alta densità di minacce, come le acque del Golfo. All'interno di questo programma, Leonardo avrà il compito di fornire la componente tecnologica e letale più critica, che nello specifico comprende il Combat Management System (Cms) Athena, un sistema software e hardware che funge da "cervello" dell'unità, integrando i sensori e coordinando i sistemi d'arma in tempo reale. Leonardo fornirà inoltre il radar Kronos Naval Hp, un sistema avanzato per la sorveglianza e il tracciamento dei bersagli, e il cannone Super Rapido da 76 mm. L'arma è equipaggiata con il sistema di munizionamento guidato Strales, una tecnologia per la difesa antimissile e il contrasto ai droni.L'oleodotto degli Emirati che aggirerà lo Stretto di HormuzL'asse Italia-Emirati nella DifesaL'intesa si inserisce in una strategia di penetrazione commerciale nel mercato della difesa globale, dove la spesa complessiva ha raggiunto il record di oltre 2.800 miliardi di dollari nel 2025.L'accordo serve infatti a lanciare la nuova società paritetica italo-emiratina tra Leonardo ed Edge Group (controllata al 51% dagli Emirati e al 49% dall'Italia) che nasce proprio con l'obiettivo di aggredire insieme il mercato internazionale della difesa sfruttando i punti di forza di entrambi i partner. Annunciata originariamente tramite un protocollo d'intesa, la joint venture diventerà operativa nel corso del 2026. Le attività spazieranno dalla progettazione alla produzione locale negli Emirati, includendo il trasferimento di licenze di proprietà intellettuale e la formazione di ingegneria specializzata in loco.La presenza italianaL'accordo industriale si innesta su un tessuto di relazioni bilaterali già profondo tra Roma e gli Emirati, così come con il Kuwait. Il pilastro di questa relazione risale al 2016, quando il Kuwait ha ordinato 28 caccia Eurofighter Typhoon prodotti in Italia da Leonardo. A questo maxi-ordine si è aggiunto, lo scorso anno, un rinnovo triennale della partnership tra le rispettive Forze Aeree. Questo secondo accordo, operativo presso la base di Ali Al Salem fino a dicembre 2029, estende i servizi di supporto logistico integrato e la formazione locale gestiti da Leonardo Aviation Services, e comprende l'addestramento del personale, il supporto nella guerra elettronica e la gestione congiunta delle attività di volo.Nella base di Ali al Salem, l'Italia è presente con l'operazione "Prima Parthica", con un contingente di circa 300 militari, impegnato in attività di ricognizione e sorveglianza nell'ambito delle operazioni di stabilizzazione regionale. La base Ali Al Salem in Kuwait (foto satellitari Planet labs)Un'area la cui complessità securitaria è stata recentemente ribadita dagli scambi di colpi d'arma da fuoco nel quadrante mediorientale, che a marzo hanno lambito l'avamposto italiano, senza causare feriti.Attacco ad Erbil, le altre basi italiane a rischio: in Kuwait militari costretti per giorni nei bunkerL'accordo per i pattugliatori kuwaitiani riflette la più ampia convergenza industriale tra Roma e gli Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi sta espandendo massicciamente i propri investimenti tecnologici in Italia: l'ultimo passaggio, a metà maggio, è stato l'annuncio dell'acquisizione da parte di Edge della maggioranza di Cmd, l'azienda lucana specializzata in motori diesel guidata dalla famiglia Negri."In un anno difficile per il commercio globale, le esportazioni italiane verso gli Emirati sono cresciute del 27%, confermando la centralità di questo rapporto e le prospettive di una partnership sempre più industriale e tecnologica, dall’intelligenza artificiale allo spazio", ha rivendicato il ministro dell'Industria e del Made in Italy Adolfo Urso durante l'edizione milanese di Investopia 2026, il forum di dialogo strategico tra Italia ed Emirati Arabi Uniti. "Un'intesa con gli Emirati può inoltre rappresentare l’apripista per un più ampio accordo con l’intero Consiglio di Cooperazione del Golfo, le cui trattative si sono riaperte dopo anni di stallo", ha auspicato il ministro.I conti di Leonardo dopo il cambio al verticePer Leonardo, la commessa per il Kuwait arriva in una fase di transizione interna importante. Il gruppo ha recentemente registrato il cambio della guardia al vertice: lo scorso 7 maggio l'amministratore delegato uscente Roberto Cingolani ha lasciato la guida dell'azienda con una buonuscita da 4,48 milioni di euro, passando il testimone a Lorenzo Mariani.Lorenzo Mariani, nuovo amministratore delegato e eirettore generale di LeonardoLa nuova governance eredita un'azienda in forte accelerazione finanziaria. I dati del primo trimestre del 2026 evidenziano ordini per 9 miliardi di euro (+31% su base annua), ricavi stabili a 4,4 miliardi e un incremento dell'utile netto rettificato del 60%, a dimostrazione di come il settore dell'aerospazio e difesa stia capitalizzando la forte domanda internazionale di sistemi di sicurezza integrati.Roberto Cingolani cacciato da Leonardo: Lorenzo Mariani al suo posto. Confermati Cattaneo a Enel e Descalzi a Eni









