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Parte da Mur-de-Barrez, un villaggio di 700 anime nell'Aveyron, la candidatura alle presidenziali del 2026 di Gabriel Attal. L'ex primo ministro, 37 anni, punta a riunire le forze di centro mettendosi in contrapposizione con Èdourd Philippe, leader di Horizon e sindaco di Le Havre, anche lui ex Capo del governo. Ma in lizza c'è Jean-Luc Mélenchon, leader della formazione radicale La France Insoumise che vorrebbe invece riunire la sinistra. "Sono profondamente innamorato della Francia, della sua storia, della sua cultura, della sua agricoltura, dei suoi paesaggi, del suo ingegno. È il paese più bello del mondo, il paese del futuro", ha dichiarato Attal, che al momento guida Renaissance, il partito del presidente Emmanuel Macron. "Avendo ricoperto le più alte cariche dello Stato, avendo viaggiato per il mondo, mi sono convinto che abbiamo ancora i nostri capitoli migliori da scrivere". "Amo i francesi. Siamo un grande popolo. Non vergogniamoci mai della nostra storia", ha sottolineato, per poi affrontare i temi principali di quella che sarà la campagna elettorale per la presidenza della Repubblica: la riforma delle pensioni e l'accesso all'assistenza sanitaria. "Sono favorevole all'abolizione dell'età pensionabile legale ", ha spiegato Attal, che si prepara al comizio di apertura fissato per il 30 maggio a Parigi.











