Non si ferma l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Mentre l’Organizzazione mondiale della sanità dichiara che il rischio epidemico passa da “alto” a “molto alto” (il rischio massimo), nello Stato africano sono iniziati anche degli scontri: alcuni manifestanti hanno dato fuoco alle tende utilizzate per isolare i pazienti presso l’ospedale di Rwampara. Ai familiari e agli amici di un giovane morto per la malattia, sarebbe stato impedito di portare via la salma per la sepoltura.

Operatori sanitari in fuga

Le zone rurali del Congo sono le più colpite dal contagio del virus Bundibugyo Ebola, tra le varianti più letali perché, a differenza del virus Zaire, non esistono vaccini o terapie approvati. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato che i casi sospetti sono circa 750, mentre i decessi che si ipotizza essere per ebola sono arrivati a 177. Un cittadino americano che ha contratto la malattia è ora ricoverato in Germania mentre, fa sapere Tedros, un secondo statunitense, considerato un contatto ad alto rischio, è stato trasferito in Repubblica Ceca. “L’epidemia si sta diffondendo rapidamente”, ha detto, aggiungendo che “la violenza e l’insicurezza stanno ostacolando la risposta all’epidemia”.