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I dispositivi come Flipper Zero appartengono a una categoria particolare di strumenti portatili: piccoli terminali hardware pensati per interagire con segnali radio, badge NFC, telecomandi a infrarossi, chiavi iButton, GPIO e altri sistemi usati ogni giorno in controllo accessi, domotica, manutenzione tecnica e sicurezza informatica. Servono, in pratica, a studiare protocolli, verificare configurazioni, automatizzare test e capire come rispondono tecnologie spesso invisibili ma molto diffuse. Il nuovo Flipper One non nasce come “nuovo Flipper Zero”, almeno non nel senso più banale del termine.

Il progetto presentato da Flipper Devices il 21 maggio 2026 punta a un obiettivo più ambizioso: creare un computer Linux tascabile, aperto e modulare, pensato per networking, sviluppo embedded, analisi radio attraverso moduli esterni, automazione sul campo e sperimentazione hardware. L’azienda, però, non lo presenta come un prodotto finito: chiede aiuto a sviluppatori, kernel hacker, progettisti hardware, designer meccanici e utenti esperti prima di chiudere le scelte definitive.

Il viaggio da Flipper Zero a Flipper One

Per capire il peso dell’annuncio bisogna tornare al successo di Flipper Zero, il multitool basato su microcontrollore che ha portato in mano a moltissimi utenti funzioni legate a NFC, RFID a 125 kHz, Sub-1 GHz, infrarossi, iButton e GPIO.