venerdì 22 maggio 20263' di letturaAltre fake-news e altra smentita: la figuraccia è quella de La Stampa. La smentita è scritta di suo pugno da Giorgia Meloni: il premier indirizza una lettera al direttore del quotidiano torinese Andrea Malaguti relativa alla vicenda della campagna di Italia Viva nelle stazioni ferroviarie e alla reazione che avrebbe suscitato in Fratelli d'Italia. Una ricostruzione che Palazzo Chigi respinge in blocco e che la presidente del Consiglio liquida come l’ennesimo caso di notizie inventate.L'articolo in questione è quello firmato da Ilario Lombardo: la premier veniva definita come irritata per i manifesti lanciati dal partito di Matteo Renzi sul 2xmille. Voci su telefonate e pressioni sul ministero dei Trasporti". Un retroscena "privo di fondamento" ed è per questo che la leader di FdI ha deciso di contestare pubblicamente con una smentita formale. L'ennesima. "Gentile Direttore, sono costretta a smentire, ancora una volta, il contenuto di un articolo pubblicato dal suo giornale e firmato dal giornalista che si occupa di seguire Palazzo Chigi. Ilario Lombardo ha scritto di una Meloni «furibonda» e di richieste di «spiegazioni» rivolte dalla Presidenza del Consiglio al Ministero dei Trasporti per la campagna realizzata da Italia Viva sul 2xmille e diffusa nelle grandi stazioni ferroviarie italiane", scrive Meloni nella lettera pubblicata da La Stampa."Non è vero che la campagna di Italia Viva mi ha irritato, così come non è vero che qualcuno a Palazzo Chigi abbia chiesto spiegazioni al Mit. Anzi, devo dire che ho trovato la campagna molto efficace dal punto di vista comunicativo e l’ho detto direttamente a chi l’ha ideata, cioè Matteo Renzi. D’altronde, «c’era lei» perché dopo che c’è stato «lui», quasi nessuno lo ha più votato. Ma questa, ovviamente, è un’altra storia", aggiunge con la consueta, ficcante vena polemica il presidente del Consiglio."Leggo, inoltre, che qualcuno avrebbe chiesto di modificare la campagna di Italia Viva. Non so se sia vero e non ho gli elementi per dirlo, perché mi occupo di tante cose ma grazie a Dio non degli spazi pubblicitari nelle stazioni, ma a scanso di equivoci mi permetto di suggerire a chi ha questa responsabilità che la campagna di Italia Viva non dovrebbe essere toccata e dovrebbe proseguire così com’è - prosegue Meloni nel suo affondo -. Anche perché gli italiani sono molto più intelligenti e consapevoli di quanto si pensi, e sanno distinguere perfettamente tra la propaganda di partito e la realtà delle cose. E, soprattutto, ricordano bene che, quando al governo «c’era lui» e c’era il Pd, l’Italia era in condizioni tutt’altro che rosee".Quindi la stoccata finale, tanto a Renzi quanto a La Stampa: "Sono tra le persone più criticate e contestate nella storia d’Italia. E non mi ha mai spaventato la critica di nessuno, tanto meno quella che può arrivare oggi che sono al Governo da un partito d’opposizione. Io sono stata all’opposizione per decenni e ho profondo rispetto per chi legittimamente tenta di far valere le proprie idee. Quindi, tranquillizzo tutti: la Meloni non è «furiosa», non si occupa dei manifesti nelle stazioni, non chiama Ministri e Ministeri per lamentarsi di sciocchezze di questo tipo. Sono cose che facevano altri prima di me. Io mi occupo dei problemi concreti delle persone, e continuerò a farlo. Direttore, la ringrazio dello spazio che vorrà dedicare a questa mia, in attesa di smentire la prossima falsa notizia. Buon lavoro".