La gestione delle politiche sociali comunali torna al centro del dibattito politico e amministrativo a causa delle restrizioni introdotte nell’ultimo Avviso pubblico di co-progettazione. Il bando in questione, relativo all’intervento denominato “Educational Framework – Progetto di supporto alle famiglie con educatori familiari”, ha sollevato forti perplessità per via dei criteri di accesso stringenti fissati al punto 3.2 del documento. Il testo ammette infatti alla selezione esclusivamente le Cooperative sociali di tipo A, una decisione che taglia fuori la quasi totalità degli altri soggetti del Terzo Settore, nonostante siano regolarmente riconosciuti dal Decreto Legislativo 117/2017. Di fronte a questa forte limitazione della platea dei partecipanti, emerge spontaneo l’interrogativo “Cui prodest?”. Risulta complesso comprendere la linea politica e amministrativa che ha guidato una simile selezione, specialmente in una procedura che per definizione dovrebbe mirare alla massima inclusione e alla valorizzazione delle competenze diffuse sul territorio. Ad affermarlo è Sergio Costanzo, Consigliere Comunale.
Il blocco della concertazione e l’allarme sui fondi europei
La critica si estende anche al metodo seguito dall’amministrazione, caratterizzato da un mancato coinvolgimento preventivo delle realtà sociali nella fase strategica e di programmazione. Nonostante i ripetuti annunci riguardanti l’avvio del Gruppo di Piano, i percorsi di concertazione e confronto risultano attualmente paralizzati. Questa assenza di dialogo si inserisce in un contesto più ampio di incertezza, dove pesano i forti ritardi amministrativi che stanno bloccando l’utilizzo di risorse cruciali, come quelle stanziate nell’ambito del programma Metro Plus.













