Per la prima volta, l’Inghilterra ha squadre finaliste in ciascuna delle tre competizioni europee. Due delle quali, la scorsa stagione, furono vinte da inglesi (l’Europa League dal Tottenham, oltretutto in una sfida tutta british con il Manchester United; la Conference dal Chelsea), mentre in Champions l’Arsenal si fermò alle semifinali. Presenze massicce, destinate verosimilmente a proseguire nei prossimi anni, visto che la Premier è un colosso economico senza eguali. Eppure, è anche un pozzo senza fondo che brucia denaro a getto continuo, come emerso dai dati sulla gestione finanziaria 2024/25, pubblicati nella loro interezza quasi un anno dopo la fine della stessa. Nel campionato che puntualmente aggiorna al rialzo i record sugli introiti, arrivati non lontano dai 10 miliardi di euro stagionali (9.55, con un +5% di crescita), la situazione finanziaria dei club è un disastro, con appena 4 squadre su 20 capaci di chiudere con un bilancio in attivo: Liverpool (campione 24/25), Bournemouth, Crystal Palace e Ipswich Town (retrocesso). Dal computo abbiamo escluso quelle società (Newcastle, Aston Villa) che aggiustano i conti attraverso magheggi contabili quali la vendita di propri beni a sé stessi, o meglio, ad altri gruppi appartenenti alla stessa proprietà che gestisce il club.
I conti in rosso della Premier League: un miliardo di perdite, continua a bruciare più soldi di quelli che produce
Il campionato più ricco del mondo è un pozzo senza fondo: la situazione finanziaria dei club è un disastro, tra magheggi contabili e rossi da record







