Venduta, acquistata e trasportata: nelle mani dei gruppi criminali di Santa Maria di Gesù sono passati in meno di due anni oltre 57 chili di cocaina, suddivisi in panetti, da cui sarebbe stato ricavato oltre un milione di euro. Almeno, questi sono i numeri dei carichi intercettati dagli investigatori di polizia e carabinieri e riportati nei singoli capi d’accusa dell’ordinanza di custodia che ha mandato agli arresti ventisei persone. Ma chissà quanta altra merce è arrivata in città dai fornitori albanesi, campani e calabresi, sfuggendo ai controlli.Un traffico di droga ingente che, è questa l’aggravante, agevolava Cosa Nostra ed il boss in carcere. Gabriele Pedalino, nipote del capomafia Salvatore Profeta e da sempre uomo di peso del mandamento, era il manager della società digitale gestita agevolmente da remoto: ordini, precetti ai debitori, soldi da incassare venivano gestiti con cellulari misteriosamente tenuti in carcere attraverso chat su piattaforme e social.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Palermo, ordini per 50 chili di coca: la droga gestita dalla cella
L’operazione di polizia e carabinieri: nelle mani dei gruppi di Santa Maria di Gesù sono passati in due anni carichi per un milione. I messaggi sulle app e sui social












