È morto a 76 anni Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e di Terra Madre, creatore dell'Università di Pollenzo. Il suo ruolo è stato molto importante nel ribaltamento del pensiero sul rapporto fra città e campagna, industria e artigianato, riallacciandosi di fatto al pensiero pasoliniano che ha individuato nella trasformazione della società di massa italiana il più grande processo di sradicamento culturale del nostro paese avvenuto fra gli anni '60 e '90. Petrini ribalta lo schema e ribadisce la centralità dell'agricoltura e del lavoro dei contadini attraverso un percorso che parte dal momento ludico del mangiare e spostando progressivamente il discorso sulla produzione e infine sul grande tema della difesa dell'ambiente. L'invenzione di Slow Food ha radicalmente invertito la percezione in Italia sul concetto stesso di qualità del cibo passando rapidamente dal dominio assoluto della narrazione della grande industria alimentare come sinonimo di progresso, sicurezza e progresso ad una analisi più profonda dell'importanza della tutela delle pratiche non industriali nella produzione del cibo.
Nato nel 1949 nella città di Bra, in Piemonte, Carlo (Carlin per tutti) Petrini è stato gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Era il 26 luglio del 1986 quando nasceva Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si diffuse in tutta la penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022.











