Parroco anche a Codrea e Quartesana: "Fu inaugurata a Pasqua". E Stellata è senza luogo di culto dalle scosseRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Tre furono le chiese danneggiate dalle scosse nella mia parrocchia, Quartesana, Codrea e Cona. Ma non c’era soldi per sistemarle tutte, così ho dovuto fare una scelta. E decisi per Cona che era quella più danneggiata", ricorda quei giorni, la terra che trema, quella difficile scelta don Vittorio Serafini, parroco, direttore dell’ufficio Irc (insegnamento della religione cattolica) dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio.

"Dopo anni sono riusciti a partire nel luglio del 2025, i lavori sono terminati a Pasqua di quest’anno. Il Natale eravamo senza chiesa, siamo stati costretti a celebrare le messe nel salone della canonica. Non abbiamo potuto officiare cerimonie, dare l’ultimo saluto nella chiesa di Cona ai nostri morti". Sono stati stanziati 200mila euro, la chiesa è stata sistemata. La gioia del parroco, nel giorno di Pasqua, di nuovo a benedire dal suo altare. Una storia particolare ha la chiesa di Cona, che il terremoto ha vissuto non una ma due volte. "Nelle sue peripezie e nella sua storia – racconta don Vittorio – ha incontrato gente che si è impegnata a rimetterla in piedi più volte. Nel 1401, lungo il Po di Volano, poco lontano dal centro di Cona, c’era una piccola chiesetta. Andò completamente distrutta con il devastante terremoto del 1570. I monaci olivetani di San Giorgio, il 28 marzo 1573, presero in uso l’oratorio di San Senesio, che sorgeva a circa un chilometro e mezzo dalla chiesetta. In quel punto ampliarono quello che è l’attuale luogo di preghiera modificando e completando ciò che era preesistente. Quattordici anni fa, nel 2012, un nuovo terremoto ha preso di mira la chiesa di Cona, causando danni strutturali. L’edificio sacro però è rimasto agibile per tutti questi anni. Certo c’era la necessità di programmare un consistente intervento di consolidamento per essere certi della sicurezza". Quelle crepe si allargavano di anno in anno, i danni strutturali sempre più profondi. "Abbiamo rischiato di perdere per sempre la chiesa di Cona". Parte la domanda per entrare nel cratere degli edifici riconosciuti beneficiari degli stanziamenti, il via libera ai lavori nel luglio del 2025. Gli interventi iniziano a ottobre del 2025 e nell’ultima Pasqua la chiesa di Cona è stata riaperta ai fedeli. Si è proceduto al consolidamento di tutte le travature del sottotetto, a stabilizzare i muri con diverse ’catene’, sono state chiuse tutte le crepe che si erano formate sul soffitto e lungo i muri. Un intervento è stato realizzato sulla facciata della chiesa. "Mentre i primi lavori ammontavano a più di 150mila euro ed erano a carico della Regione attraverso i fondi stanziati per il terremoto, la facciata della chiesa, per una somma di undicimila euro, ha pesato sulle finanze del comitato Fiera e della parrocchia. Tutti avrebbero desiderato vedere ilrestauro dei dipinti che abbelliscono l’interno della chiesa, ma ormai si era dato fondo a tutte le risorse". Finiti i soldi. "Qualcosa si potrà fare in futuro, ma si dovrà ricorrere alla buona volontà dei fedeli di Cona. Da parte della parrocchia e del comitato Fiera sono stati messi in campo fondi e volontariato".