Londra, 27 settembre 2021 - Il premier inglese Boris Johnson sta valutando l’ipotesi di far intervenire l’esercito per consegnare carburante alle stazioni di servizio dopo un fine settimana di acquisti da panico, con automobilisti in coda per riempire i serbatoi. L’aumento della domanda ha portato la Petrol Retailers Association (PRA) ad avvertire che fino a due terzi dei suoi membri, 5.500 stazioni di servizio indipendenti su un totale di 8.000 stazioni di rifornimento a livello nazionale, ieri erano senza carburante, "gli altri quasi a secco", avvertono i funzionari dell’associazione. Nei giorni scorsi, nonostante gli appelli del governo a non farsi prendere dal panico, le stazioni di servizio sono state prese d’assalto a causa dell'esaurimento dei rifornimenti che hanno interessato anche gli scaffali dei prodotti agroalimentari. La crisi nei supermercati era scoppiata a luglio, quando era stata coniata l'espressione pingdemic.

La carenza è principalmente dovuta alla mancanza di camionisti, la maggior parte dei quali sono slavi e, dopo la Brexit, sono rientrati nei loro Paesi, senza più far ritorno nel Regno Unito. Per ovviare a questo problema Londra ha finalmente deciso, sabato scorso, di modificare la sua politica sull’immigrazione post-Brexit e di concedere fino a 10.500 visti di lavoro temporanei. Questi permessi di tre mesi, da ottobre a dicembre, dovrebbero sopperire a una vistosa carenza di camionisti ma anche di personale in settori chiave dell’economia britannica, come l’allevamento di pollame. Intanto, come si legge sul sito della BBC, il governo si prepara anche a sospendere la legge sulla concorrenza. Lo scopo è quello di poter rifornire in modo più mirato le stazioni di servizio che hanno esaurito i carburanti, dando priorità alle parti del Paese più colpite dal problema.