CONSELVE (PADOVA) - Rapina a mano armata ieri mattina (19 maggio) all'alba in via Dante. Un uomo marocchino, dopo aver forzato la porta d'ingresso è penetrato dentro all'edicola con l'obiettivo di arraffare il fondo cassa. Sfortunatamente per lui, pochi istanti prima che riuscisse a dileguarsi, è arrivato il proprietario della rivendita, Antonio Tasso, di 23 anni. Non appena il commerciante ha trovato la porta d'ingresso aperta si é reso conto che qualcuno era entrato per rubare. Il malvivente si trovava ancora nell'edicola.
La colluttazione Quest'ultimo, armato di coltello, ha minacciato Tasso nel tentativo di guadagnarsi una via di fuga. Ne è nata una furibonda colluttazione a calci e pugni. I due sono rotolati a terra. Il proprietario del negozio è riuscito a disarmare l'aggressore riportando però alcune ferite. Anche il ladro dovrebbe aver riportato serie conseguenze. Non appena ha trovato il pertugio giusto, il malintenzionato è riuscito a fuggire e a far perdere le proprie tracce. La vittima, seppure sotto choc per la scazzottata, è riuscita a chiamare il 112. Sul posto in pochi minuti sono arrivati i carabinieri della locale stazione e i colleghi della compagnia di Abano. É stato subito richiesto l'intervento dei sanitari del Suem 118. Antonio Tasso, che presentava varie contusioni, è stato visitato e successivamente trasportato in ospedale a Monselice. Nei concitati momenti in cui si è trovato al cospetto del bandito è stato più volte raggiunto dai fendenti. Le sue condizioni sono state comunque definite rassicuranti, nel pomeriggio è stato dimesso.Le indagini I carabinieri hanno raccolto la segnalazione del commerciante e hanno subito capito chi fosse la persona da ricercare. Si tratta di un marocchino di circa 30 anni, in Italia senza fissa dimora, già noto alle forze dell'ordine per molteplici reati contro il patrimonio. Si è saputo che in paese a Conselve tutti lo conoscono e lo temono, essendo ritenuto persona parecchio pericolosa. Alcuni testimoni hanno riferito agli inquirenti che il malvivente si sarebbe diretto verso via Rossini dove si trova l'ex hotel Oasi, chiuso dal 2018 e da tempo diventato covo di sbandati. É stato così richiesto al comando provinciale l'intervento delle Api (Aliquote di primo intervento) che in assetto antisommossa hanno fatto irruzione nella struttura per rintracciare il responsabile della rapina. L'esito delle ricerche non ha dato gli effetti sperati, ma gli investigatori dell'Arma, coordinati dal maggiore Paolo Li Vecchi a capo della compagnia di Abano, sono convinti che il nordafricano non si sia allontanato troppo. Con tutta probabilità ha trovato ospitalità a casa di qualche connazionale in attesa che le acque si tranquillizzino. Non appena verrà rintracciato rischia l'incriminazione per rapina aggravata e lesioni personali. É emerso che il furto, che avrebbe fruttato un bottino di qualche decina di euro, è soltanto l'ultimo di una lunga serie di reati. Si tratterebbe di uno sbandato che vive di espedienti, ma che allo stesso tempo in paese da tempo sta provocando un vero e proprio allarme sociale. Ecco perché gli sforzi dei militari dell'Arma che hanno usufruito anche delle immagini della videosorveglianza comunale saranno ulteriormente incrementati per assicurarlo alla giustizia il prima possibile. In edicola, nel frattempo, sono stati molti i clienti che hanno voluto trasmettere la propria solidarietà e vicinanza sia alla vittima della colluttazione che al padre Fiorenzo, impegnato anch'egli a tempo pieno nella rivendita di giornali.











