È stato l’ultimo ct a portare la Nazionale ai Mondiali. Oggi Cesare Prandelli fa il nonno: «Taglio l’erba, poto gli ulivi. Sto in campagna». E osserva il calcio.

Prandelli, la Juventus vive una fase di turbolenze. Da chi dovrebbe ripartire? ”Da Spalletti, assolutamente. Parliamo di un allenatore con esperienza, che ha vissuto tutte le situazioni possibili. Bisognerebbe dargli le chiavi del progetto”.

Vale a dire? ”Lo vedo allenatore-manager, un po’ come Gasperini alla Roma. Le società stanno capendo che il responsabile tecnico deve essere responsabile anche delle scelte di mercato, deve sentirsi tranquillo. Avesse peso nelle scelte non andrebbe per tentativi: se un giocatore non lo convince, non lo prende”.

Così la Juve può tornare a vincere? ”Per quello serve sintonia. Se la società va per una strada e il tecnico per un’altra, non si va lontano. L’allenatore sa individuare i calciatori giusti, poi sta al direttore sportivo manovrare sul mercato. Tutti sulla stessa barca, con a capo il tecnico”.

La Roma tra Gasperini e Ranieri ha scelto di dare fiducia al primo. ”Così si fa. Finalmente. Nulla contro Claudio, ma sono convinto che le strategie di un club debbano passare degli allenatori, altrimenti si creano equivoci”.