Il caso.22 maggio 2026 alle 00:37Le nuove sale operatorie devono essere pronte entro giugno: «Impossibile»
«Impossibile che i lavori per la realizzazione delle nuove sale operatorie dell’Oncologico si concludano entro giugno». Il cantiere è ancora in alto mare, come testimonia la foto che pubblichiamo, al momento ci sono le fondamenta o poco più, e l’Usb Sanità – in prima linea fin dal principio di questa tormentata vicenda – denuncia senza giri di parole «un fallimento della programmazione che rischia di compromettere risorse pubbliche ingenti e il diritto alla salute dei cittadini sardi».
Il progetto
Il progetto è partito tra mille polemiche e manifestazioni di protesta dei medici, dei pazienti, delle associazioni, della politica d’opposizione e di maggioranza, dei sindacati. Tutti contro il metodo utilizzato – scarsa o nessuna condivisione con chi in quell’ospedale vive ogni giorno e porte in faccia a ipotesi alternative al trasferimento di interventi e ricoverati al San Michele, ad esempio con il noleggio di blocchi prefabbricati modulari – metodo avviato con i precedenti manager dell’Arnas Brotzu (nominati dall’ex Giunta Solinas) e portato avanti da quelli attuali (Giunta Todde) e dall’assessorato regionale alla Sanità, sempre con il solito refrain: «Bisogna procedere subito, pena la perdita dei finanziamenti del Pnrr (11 milioni di euro)». Nella sua nota ufficiale all’avvio delle operazioni, un anno fa, l’Azienda sanitaria parla di «un intervento strategico di straordinaria importanza non solo per l’Arnas ma per l’intero sistema sanitario regionale. Il Businco è l’unico ospedale interamente dedicato alla cura dei tumori in Sardegna, un presidio essenziale che da decenni accoglie pazienti oncologici da tutta l’Isola. L’investimento consentirà l’ammodernamento e l’ampliamento del blocco operatorio. Il blocco F, con due sale, sarà completamente ristrutturato per ospitare quattro sale operatorie video integrate di ultima generazione, attrezzate con tecnologie all’avanguardia che rappresentano le sale operatorie più moderne del sistema sanitario regionale».









