L’inchiesta22 maggio 2026 alle 00:38Franco Saba avrebbe cercato, con un dirigente dell’azienda energetica, di far assumere un consigliere
Un vero terremoto politico-giudiziario si abbatte su una delle infrastrutture strategiche per il sistema elettrico nazionale e per la transizione energetica sarda. Attorno alla distesa di batterie di accumulo realizzata da Enel Green Power tra il 2023 e il 2024 nell’area industriale di Ottana, con una capacità complessiva di 200 megawatt, scattano gli arresti. Un impianto dal valore di decine di milioni di euro, pensato per garantire la stabilità della rete gestita da Terna e per accompagnare lo sviluppo dei grandi parchi fotovoltaici in Sardegna, incluso il polo energetico di Ottana.
È in questo contesto che si inserisce l’inchiesta che ieri ha portato agli arresti domiciliari, con l’accusa di tentata concussione nei confronti del sindaco di Ottana, Franco Saba, e al divieto di dimora per Raffaele Del Maio, imprenditore attivo nel settore energetico.
Attentati e minacce
Un contesto territoriale già attraversato da fortissime tensioni, ma che all’inzio del 2024 aveva visto finire nel mirino, come vittima, l’amministrazione comunale. Proprio due anni fa, nel Comune di Ottana, fu fatto esplodere un ordigno ad alto potenziale davanti alla sede del Municipio. Nei giorni precedenti, sui muri del cimitero era apparsa una scritta inquietante: «A mandicare in medas e no in pagos», che fu subito letta dagli investigatori come possibile messaggio dal contenuto intimidatorio rivolto agli amministratori.









